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28 gennaio 2016 , , , ,

M.O.D.

BROKEN MACHINERY

2015 - ltd. ed. CDR-DD – Autoprodotto – 8 tracce – 38 minuti
[Uscita: 13/11/2015]

diegoTorna dopo due anni di silenzio M.O.D. (Maryhell Oxygene Destroyer), duo costituito da Maryhell (voce e liriche) e Angie Vhelena (musica e produzione), nuova speranza italiana nel settore aggrotech/harsh ebmNato a Bari nel 2009 il duo si è fatto apprezzare maggiormente negli ultimi anni grazie al singolo Es La Hora Electronica e all’album “Le Dios Mechanische” (uscito due anni fa per Gothic World), complice anche una rilocazione a Milano che ha favorito la band con concerti in club specializzati e aperture per artisti del calibro di No More, Tying Tiffany, Sigue Sigue Sputnik e Nachtmahr.

Broken Machinery può considerarsi un maxi-CD, cioè un singolo con durata di un album, che contiene quattro brani nuovi e quattro remix della title-track. La qualità di questo nuovo lavoro surclassa quanto fatto precedentemente dal duo sia per songwriting e arrangiamento, che per produzione sonora, giunta qui finalmente ad un livello professionale. 

Sia ben chiaro, Broken Machinery è da considerarsi un singolo e come tale è un prodotto orientato ai dancefloor, soprattutto quelli industriali d’oltralpe. M.O.D. adotta qui la formula sonora dell’aggrotech (aggressive techno), abbandonando quasi del tutto le sonorità electro-goth del passato (che riemergono solo nella più vecchia e già edita Without Regrets). Suoni più asciutti e meno pomposi, legati alla trance e all’industrial, ritmiche techno, cura nei mixaggi, linee vocali ora malate, ora suadenti (rigorosamente filtrate) costituiscono il nuovo marchio di fabbrica del duo.

 

I quattro remix della title-track aumentano l’alto tasso di godibilità del mini-album: i nomi dei remixer sono tra i migliori della scena italica nel settore harsh-ebm, aggrotech, industrial techno e electro-industrial. Il remix di Giorgio Ricci/Templezone mette i brividi: dopo circa machinerydue decadi riprende a piene mani il suono dei suoi Templebeat (una delle band italiane più famose in Europa negli anni ’90) rallentando e appesantendo il beat e campionando chitarroni distorti in stile Young Gods.

Il risultato finale è un mix tra Templebeat e i Front 242 con voce femminile degli album “Off” e “Angels vs Animals”. Altamente ballabile, ma più classico, il remix di Simone Scarani/First Black Pope, anche se rispetto all’originale e agli altri remix la produzione di questa traccia è decisamente inferiore. Pregevole il remix a modcura dei fuoriclasse Artcore Machine, piuttosto diverso dall’originale, ma con una produzione sonora eccellente, come ci hanno da sempre abituato.

Il remix è piuttosto “harsh”, tutti i suoni sono stati distorti e appesantiti, le melodie cancellate e la voce di Maryhell ulteriormente distorta. Ira-K Organisation invece trasforma il brano in un bel pezzo techno industrial, rallentando leggermente il beat e appesantendo i suoni, chiudendo in grande stile l’album. Quando l’EBM si tinge di rosa il risultato finale non è meno ferale di tanta aggressive techno machista attualmente in circolazione. Un disco da ascoltare ad altissimo volume.

Voto: 7/10
Diego Loporcaro

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