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17 giugno 2012

Daniel Mendoza

BOOMERANG

2012 - Street Label Records
[Uscita: 4/04/2012]

Daniel Mendoza “BOOMERANG# Consigliato da DISTORSIONI

 

“L'accidente, gira, gira, torna addosso a chi lo tira”, recita un simpaticissimo e arguto proverbio del Sud Italia. Me lo diceva sempre la mia nonna buonanima, quando ero bambino, per farmi capire che non si deve voler del male alla gente. E in pratica, riscritto con un linguaggio più consono e più giovane, questo è il messaggio di “Boomerang”: ebbene sì, Daniel Mendoza è un novello Orlando Furioso e questo CD che pubblica per Street Label è letteralmente il boomerang che lui sbatte in faccia a tutti quelli che non hanno voluto credere nelle sue capacità, non lo hanno ascoltato, non lo hanno capito. Nel frattempo Mendoza ha fatto tanta gavetta: 'Ho portato il mio suono nei peggiori locali, cercando consonanti per le mie corde vocali', recita testualmente una strofa del brano che apre il CD e gli dà il titolo.

 

Ed è quella che fin da subito mette le cose in chiaro in maniera sicura ed efficace. Oggi è un artista maturo, e lo dimostra pienamente con questo suo album. Del resto lui è uno che con la musica ha a che fare ormai dal 1996, come dice lui stesso (usando però terminologie ben più esplicite!) nel brano Dal secolo scorso, altro titolo dedicato alla sua gavetta e alle sue esperienze. E in questa raggiunta maturità riesce a destreggiarsi con gusto e intelligenza tra diversi temi: la politica in L'Italia non è ('L'Italia non è / soltanto mafia e corruzione / un luogo di rassegnazione / solo diritti per chi è ricco / potere e troie in affitto...'", un testo dove ne ha per tutti: i palazzinari, la mafia, Provenzano, i gigolò, le veline, i politici definiti “buffoni”, con un messaggio di speranza ('Siamo noi e voi che possiamo cambiarla').

 

I problemi di un'adolescenza difficile in Quando sognavamo ('Sognavo una vita diversa da ciò che avevo / una ragazza delle mille di quelle che non avevo / sentirmi meno pesante dei kg che avevo / e arrivare più in alto di quanto non crescevo', forse in assoluto la canzone più toccante dell'intera selezione di titoli presente su questo disco; il tema dei sogni e delle delusioni ricorre ancora in Non ti perdi granchè ('Guarda il cielo / e le stelle / prendi quelle che assomigliano a te / Guarda giù / chiudi gli occhi / perchè tanto non ti perdi un granchè'). Buona la produzione dell'album, che vede un producer diverso per ciascuna delle 15 tracce presenti, e tante riuscite collaborazioni con altri rappers: Tony Mancino, Flake, King Stewee, Profeta Matto, Keco, Frammento, Kenzie Kenzei, Biggie Mic. L'ultima traccia è una versione live del brano Il mio Alfabeto (penultimo titolo dell'album) con Adriano Pastorelli alla batteria, Giovanni Todaro alla tromba e Daniele Gordiani, basso e chitarra.

Alberto Sgarlato

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