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3 gennaio 2018 ,

The Strange Flowers

BEST THINGS ARE YET TO COME

2017 - Area Pirata
[Uscita: 7/12/2017]

#consigliatodadistorsioni

 

Trent'anni di attività, sia pur fra pause, cambi di formazioni, riapparizioni, non potevano che essere adeguatamente celebrati, e ci ha pensato la meritoria Area Pirata dando alle stampe questo doppio cd che ripercorre le gesta della band pisana di Michele Marinò, chitarrista e frontman e autore da solo o con altri diella quasi totalità dei brani degli Strange Flowers. In tutti questi anni intorno a Marinò hanno ruotato una decina di musicisti, ma ora, come in un sogno coloratissimo e imprevedibile nei suoi labirintici svolgimenti, ecco che i quattro (Giovanni Bruno, chitarra solista, Alessandro Pardini, basso, Maurizio Falciani, batteria, oltre allo stesso Marinò alla chitarra ritmica e alla voce) che 30 anni fa avevano iniziato si sono ritrovati, hanno registrato tre brani per questa compilation e lasciano presagire una nuova fioritura, del resto «best things are yet to come»! Ma torniamo a questa bella compilation che presenta in due cd 30 brani, con 5 inediti, che coprono così la carriera di una delle migliori band di neo psichedelia della penisola e non solo. Una vera gioia per le orecchie di chi ama lasciarsi trasportare in mondi dove la logica viene sostituita dalla fantasia, l'ordine dal caos, dove l'imponderabile e l'imprevedibile sono ben accetti al pari di peace and love, un universo dipinto di dolcezza dove «we can be together», come cantavano i Jefferson Airplane.

 

Certo è che ascoltando le canzoni qui contenute ci si stupisce che la band pisana non abbia raccolto quanto ha seminato e quanto avrebbe meritato, malgrado l'apprezzamento di gente come Rudi Protrudi e un buon seguito soprattutto in Europa centrale. Per chi ha nel sangue rock e psichedelia è un piacere ascoltare il susseguirsi di perle come la sognante Goodbye Summer Sky o la barrettiana Carrin' To Pie o ballate intrise di malinconia e dolcezza come Dreaming, Bleeding A Bit e No Love No Pain No Fall From Grace o la bizzarra Hemerick G. Ma anche  il delirio di chitarre fuzz di The Insect and the Fish o l'ipnotica e 'stonata' The Naked Monk o gli stupendi 9 minuti di Strange Girl 2.000, uno dei primi brani della band proposto in una versione appositamente registrata per l'occasione, un trip psichedelico, una jam acida fra influssi indiani, suoni spaziali e distorsioni, brani che dimostrano l'abilità nel coniugare al pop psichedelico britannico, Beatles, Pink Floyd, Tomorrow, influenze californiane e perfino kraut. Con disincantata ironia nel booklet la band scrive che ciò che li ha contraddistinti  «è essere sempre arrivati a un passo dal successo e dalla celebrità e averlo sistematicamente fallito». Ecco questa benemerita compilation è un'ottima occasione per  approfondire o per iniziare la conoscenza della band e garantirvi un viaggio musicale che vi sollevi dalle bassezze di questo mondo fino ai meandri delle vostre sognanti sinapsi cerebrali.

 

 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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