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16 gennaio 2015 , ,

Uyuni

AUSTRALE

2014 - Tafuzzy-Stop-DiNotte-Bleu Audio
[Uscita: 01/11/2014]

unyuniDalle menti di Nicola “Lompa” Lombardi, Inserirefloppino e Alice Berni nasce il progetto Uyuni, il cui nome rappresenta meglio di mille parole il genere della band. L’Uyuni è il più grande deserto del mondo, situato nel sud della Bolivia: desolato come nessun altro posto al mondo offre anche alcuni degli scenari più suggestivi del sud america. E questa può essere una buona sintesi del sound degli Uyuni in questo“Australe”: lavoro tormentato, solitario, che offre lampi di grandiosi scenari e giochi di luce che affascinano dal primo ascolto. Un suono esotico, che attinge a piene mani da certe reminiscenze orientali (come nella bellissima traccia di chiusura Australe II dove un coro intona un canto che accompagna la conclusione del cd) e anche dal lontano west, con una chitarra acustica che sembra arrivare direttamente dal profondo Mississipi. Tutto ciò viene accompagnato da un’evidente predilezione per le composizioni strumentali, imbevute di post rock, dove la chitarra spesso e volentieri ruggisce con buone dosi di distorsione. Gli strumenti elettronici vengono usati con buon gusto per rendere ancora più etereo l’ambiente che la musica crea, e riescono, con approccio ‘psichedelico’,  a non prevaricare mai gli altri elementi.

 

Le parti cantate sono molto poche: in  Albero, una traccia che strizza l’occhio al folk più classico e che distende la tensione costruita dai due brani precedenti, un crescendo dinamico che partendo da Australe I sfocia nella suggestiva Ojos de salar, uno dei due pezzi più riusciti del disco. I testi sono ridotti al minimo, e le parole vengono usate come uyunifoto-band-3dei veri e propri strumenti musicali, lasciando ampio spazio all’immaginazione dell’ascoltatore per la loro interpretazione. Seppur usata poco, la voce viene nascosta fin troppo dal resto dell’organico. In Qualcosa a cui non pensavi da tempo la chitarra si colora di melodie molto occidentali. Infine Knocknaera regala lo strumentale più affascinante del lavoro, incastrando alla perfezione i vari strumenti in un arrangiamento molto ben studiato, che accompagna l’ascoltatore in un crescendo a tratti acustico e a tratti elettronico, un mix che in questa canzone riesce a dare i suoi frutti migliori. Australe  è un disco universale che riesce ad armonizzare est e ovest con molta disinvoltura, un album pieno di intuizioni stilistiche, talvolta non sviluppate fino in fondo, ma che promette bene per i futuri lavori del trio.

Voto: 6.5/10
Lorenzo Berretti

Audio

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