Migliora leggibilitàStampa
19 ottobre 2014

Stefano Giaccone

ARIA DI FESTA

2014 - Lizard Records
[Uscita: 22/03/2014]

# Consigliato da Distorsioni

stefanoForse c’è una festa là fuori, futilità e divertimento investono il mondo, ma chi non festeggia è il bambino ritratto in copertina, testa bassa e braccia incrociate, non vediamo il viso, ma possiamo immaginarlo, imbronciato, fra triste e rabbioso, l’espressione di chi non vuole avere a che fare con quello che gli gira intorno. La foto è del figlio di Stefano, Dante, e sottolinea ancor più il carattere intimo, molto personale che è presente nell’album. Ed è un’immagine metaforica della poetica, della musica e della vita di Stefano Giaccone fin dalle sue prime esperienze nei Franti e poi nei Kina e nei numerosi progetti ai quali ha partecipato e dato vita, con quella lucida consapevolezza di trovarsi sempre contro, disadattato al flusso della corrente. Oggi la musica non è più il solo centro del suo interesse, si dedica molto al teatro e alla letteratura, e annuncia questo suo disco con l’enigmatico aggettivo di ultimo. “Aria di Festa” è un disco di cantautorato nella tradizione dei grandi songwriter d’oltreoceano, innanzitutto l’amatissimo Phil Ochs, qui omaggiato con la bellissima versione in italiano di When I’m Gone che diventa E’ Adesso, per una riflessione su quando noi non ci saremo. 

 

stefano giacconeMa anche la grinta di Woody Guthrie e Pete Seeger sono punti di riferimento della poetica di Giaccone. L’album è in gran parte acustico, ma ogni tanto, come un ricordo del tempo che fu, riaffiora una chitarra elettrica a donare energia. I temi delle canzoni intrecciano momenti privati e questioni pubbliche, ma sempre con un occhio e un sentimento di empatia sincera per chi vive ai margini della ricca società della finanza e dell’apparenza: così Ricordi di Periferia ci parla di chi conduce una vita quotidiana faticosa e amara, in La Tua Storia la morte sul lavoro diventa un grido accorato sulla necessità di preservare la memoria di questi uomini che presto vengono dimenticati, Quante Belle Canzoni è un toccante e sincero dialogo con la figura del padre da poco scomparso. Chiude l’album la lunga ballata elettrica La Stanza Vecchia, che coniuga pur sempre, malgrado l’amarezza suscitata dai tempi, lo spirito guerriero di Stefano Giaccone.

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta

Video

Inizio pagina