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21 maggio 2017

uBiK

ANYTHING YOU DON’T SEE WILL COME BACK TO HAUNT YOU

2017 - Fratto9
[Uscita: 9/05/2017]

uBiK è il solo project di Marco Bonini. “Anything you don't see will come back to haunt you” è ispirato alla condizione inerziale della natura. L’artista romano ottiene i suoni processando o filtrando in tempo reale la chitarra o raccogliendo e riassemblando suoni trovati. E’ evidente però che l’elemento della casualità e del disordine delle cose non è mai assorbito passivamente. Si cerca sempre di leggere degli scopi e delle finalità recondite negli eventi.

Anche attraverso la musica, o meglio, attraverso l’ascolto, si può provare a interrogarsi sull’armonia e sul senso del divenire. Si può provare a dare coerenza al flusso emozionale che ci pervade nell’essere spettatori e protagonisti del mondo analizzato attraverso un sentire unico e personale. La natura ci pervade, ci accoglie e ci tormenta. I suoi segreti ci vengono sussurrati attraverso un’infinita gamma di frequenze e vibrazioni. Attraverso queste quattro suite sensoriali e introspettive ci si muove lungo il liminare di ciò che è estraneo e di ciò che ci appartiene. L’evento in sé è come il silenzio assoluto se non viene pensato. Non ci appartiene il silenzio, non ci appartiene l’inerzia poiché il respiro ci precede.

 

Aimlessly Spores o Every Picture is a Fossil ci riportano alla spasmodica ricerca di Emil Cioran, all’incanto ipnagogico della visione e della percezione. L’assurdo che ci caratterizza è l’emotività, l’incapacità del distacco ma anche una lucida consapevolezza di precarietà e finitudine. Per paradosso il nostro urlo di disperazione è anche poesia ed ubikessenza di spiritualità. Grains of Ataraxy rende omaggio alla figura del grande letterato attraverso un avvincente gioco di contrasti tra folate glaciali e vibrazioni cupe che scandiscono e scompongono la parte materica del suono, la massa magmatica e incandescente così come la sua levità e impalpabilità più solenne e sacrale.

L’estraniarsi attraverso il tormento, guardare l’abisso per colmarlo di cuore e di umano. Si tratta di nebulose, di modalità sonore che si disperdono e si frantumano. Spesso escono rumori del tutto spuri e rattrappiti che procedono con andamento spastico, Cruel, Cruel Summer, ma la sensazione finale è quella di un cielo brumoso che si dirada. Un processo lento, sofferto, un crudele lavorio di autodeterminazione che esaspera la tensione emotiva. 

ubik1Viene così riconsegnato perfettamente il senso di lucida disperazione e il sentimento. L’idea di lotta impari in cui l’essere umano soccombe irradiando bellezza e fierezza. La criminale assenza di oblio sta nel pensarsi sapendo che il pensiero è inutile, destinato a infrangersi nel suo stesso vorticare. L’assurdo di Cioran è in fondo la dichiarazione più bella e più intensa di amore verso l’uomo e verso l’esistenza come sfida irrinunciabile. L’esperienza della nostalgia si prova solo nascendo e provando a proiettarsi verso il non tempo che la precede. 

 

Voto: 7/10
Romina Baldoni

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