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13 novembre 2014

Ronin

Adagio Furioso

2014 - Tannen Records, Santeria/Audioglobe
[Uscita: 11/11/2014]

# Consigliato da Distorsioni

adagiofuriosoBruno Dorella, incarnazione di generi multiformi con Ovo e Bachi da Pietra, torna con una formazione del tutto rinnovata a dare voce ai Ronin. Dopo lo splendido “Fenice” questo “Adagio Furioso” riprende le fila intessute sulle stesse note acquatili e sugli stessi riverberi umbratili di chitarre nostalgiche ed evocative. Un post rock della riflessione e della lentezza che con le languide venature di folk e blues riesce a regalarci di volta in volta suggestioni di esotico e di desertico. Un mood della pacatezza che di furioso presenta ben poco se non un crescendo emozionale assolutamente di carattere intimista. Ritmiche regolari e aperture strumentali dosatissime con ricercati inserti in dilatare di archi e fiati. La furia si può intravedere probabilmente nella meticolosità con la quale Dorella porta avanti i capitoli di questo libro intricato e tormentato nella propria smania espressiva, servendosi di volta in volta di musicisti abilissimi sul piano tecnico e stilistico. Oltre a trattenere dietro le quinte alcuni ospiti già presenti precedentemente (Nicola Manzan e Nicola Ratti) fa scendere in campo i talenti di Matteo Sideri (Above The Tree And The E-Side) e Cristian Naldi (Fulkanelli), virtuosi dei loro rispettivi strumenti, batteria e chitarra, insieme al bassista Diego Pasini. Si parte con i tocchi metallici arpeggiati a mo’ di mandolino in La Cinese, ritrovando le stesse atmosfere liquide del 2012 che si innalzano in magistrale solennità con gli archi di Manzan. 

 

roninColpisce il rilievo quasi materico con cui le corde di volta in volta glissate o distorte, amplificate o sparutamente acustiche e arpeggiate si aprono il varco tra le sfumature eleganti dei tocchi percussivi. Un incedere scenografico e narrativo austero e insieme delicatissimo, controllato ma anche intimo. E la furia è forse rappresentata proprio da questa impellenza cinematica e dalle sfaccettature caleidoscopiche che lasciano prendere forme diverse ai collage proposti. Sfrangiature che si sviluppano su un’omogeneità di fondo che non viene mai meno, variabili che solidificano la fermezza di un tema di fondo inamovibile. Soporifere e introspettive Ravenna e Catfish. Gilgamesh è una cavalcata dagli intercalari morriconiani. Poi c’è la sublime raffinatezza di Far Out, costruita intorno alla vocalità morbida e trasognata di Francesca Amati (Comaneci). Adagio Furioso è una sintesi roots che oscilla tra romanticismo e malinconia, un grandangolo in slow-core su rovine regali ammantate da una coltre di torpore e decadenza. Ballate saltellanti in piena estetica Ronin, Preacher Man e Caligula. ronin-bandOltre ai Calexico si potrebbe pensare all’incedere coreografico dei Giant Sand. La conclusione è affidata ad una sorniona intro di chitarra twang che a metà brano lascia il posto ad un crescendo vorticoso in cui subentra una batteria che per la prima volta alza la voce e sta dietro alla velocità martellante delle corde: Ex sembra davvero essere l’incisione a fuoco dell'iconografia Ronin che tornano senza lasciare nulla al caso. Un disco imprescindibile con il magnifico artwork di Rocco Lombardi e il mixaggio di Tommaso Colliva.

 

Voto: 7.5/10
Romina Baldoni
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