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22 giugno 2015 , , ,

Mai Mai Mai

Πέτρα (PETRA) EP

2015 - Corpoc - One sided LP
[Uscita: 31/05/2015]

#consigliatodadistorsioni     

 

Mai Mai Mai - Petra - Cover Booklet"Πέτρα (Petra)" non è la terza parte della trilogia (che uscirà ad inizio 2016 e si chiamerà "Phi") iniziata da Mai Mai Mai con “Theta” (2013) e “Delta” (2014), ma una sua appendice. A differenza di Theta, che chiamava in causa un misticismo aleatorio e offuscato, e di Delta, eterea, sensoriale, ricca di suggestioni acquatili e impalpabili, Πέτρα (Petra) evoca la profondità, l’irruenza e la tangibilità materica della terra. La pietra è quel macigno che oppone resistenza allo scorrere del tempo, è testimone muto degli eventi. La musica che ne celebra il legame con i luoghi e il punto di continuità con le origini, deve per forza interpretarne la grezza, rude possenza, la vibrazione magnetica che fa del suo essere inanimato un trasmettitore e un misuratore alternativo di vicissitudini e di commistioni uomo/elementi, uomo/natura. I tre brani dell’ep riprendono l’estetica del drone e il ricorso all’elettronica ma in qualche modo vira la ritmica e la timbrica sonora. Tutto sembra incidersi, incunearsi rigidamente verso qualcosa che oppone resistenza. Ci sono stridori, compressioni, collisioni spastiche che comunicano l’idea di un suono sporco, o meglio un suono volutamente disturbante che si contorce e si svincola, che sfugge alla messa a fuoco.

 

mai mai mai Andreco_petra1_B_WEBIl noise diventa quindi palpito, smorfia primordiale, si spoglia di tutti i suoi elementi futuribili per rivestirsi di un primitivo ancestrale. Si pensi ai battiti di Bassae. Viene tirato in ballo l’elemento fuoco, l’incandescenza magmatica attraverso una serie di feedback che si saturano in esplosioni violente e pirotecniche. Non a caso il tempio di Apollo Epicurio, nell’omonima città del Peloponneso, è dedicano al dio Sole e inneggia all’energia, al movimento, alla potenza. Petra è sacrale e etno tribale con il suo gioco di glitch e gli inserti vocali. Riporta a un non luogo e a un non spazio in cui la memoria si affida unicamente a percezioni indefinite. Sospesa tra cerimoniale pagano e meditazione trascendentale. Pelagos è una descrizione orografico morfologica di un luogo ideale che avviene per dosaggio alchemico dei quattro elementi. L’idea di ciclicità, di continua trasformazione nel caos. L’idea filosofica del continuo divenire. Appunto finale ma non ultimo è il prezioso lavoro di serigrafia sul lato b del vinile, con artwork di Andreco e il libretto fotografico di Ilaria Doimo.

 

Voto: 7.5/10
Romina Baldoni

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