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13 novembre 2014 ,

Huis

Despite guardian angels

2014 - Unicorn Digital
[Uscita: 25/02/2014]

Canada                                                                      # Consigliato da Distorsioni

CoverUndici tracce, oltre settanta minuti di interessanti fraseggi sinfonici nella sua connotazione più classica. Tempi dispari, cambi di tempo, e soprattutto raffinate melodie. Un ottimo biglietto da visita questo “Despite guardian angels”, opera prima  degli Huis, quintetto proveniente dalla terra dei Rush e dei Saga. Un'idea musicale nata al ritorno da un viaggio in Olanda - effettuato da Pascal Lapierre e Michel Joncas rispettivamente tastierista e bassista - e che ha trovato il suo sospirato concepimento dopo cinque anni di work in progress e cambi di line-up, e nella quale spiccano le potenzialità tecniche del quintetto di musicisti di Montreal. La coinvolgente e garbata timbrica di Sylvain Descòteaux, le evoluzioni di Lapierre,  la sezione ritmica basso-batteria affidata a Joncas e William Regnier insieme ai sostenuti assoli di Michel St-Pere, chitarrista e colonna portante dei Mystery - altra formazione originaria del Quebec - accompagnano l'ascoltatore di turno all'interno di questo “Despite guardian angels”. La porta d'ingresso è rappresentata da “Beyond the amstel”, introduzione dalle forti tinte neoprog anni ottanta che richiama alla memoria quell'atmosfera tanto cara a band come Marillion ed Arena. Tastiere in grande spolvero ed arpeggi incalzanti di chitarra distesi sull'elegante cantato di Descòteaux. Motivi ricorrenti di questa avventura artistica. L'intermezzo musicale di  “Haunted nights” precede “The last journey” caratterizzata nel suo intercedere regolare e dai significativi assoli di St-Pere. 

 

HuisLe strumentalità solenni – con tanto di rintocchi di campana nel refrain – di “Oude Kerk I” dedicate alla storica chiesa di Amsterdam – reminiscenze della gita ispiratrice nelle lande dei mulini a vento - anticipano l'intro dilatato di “Lights and bridges”, ben presto soppiantato dai tagli sibilati del synth e dalle coralità misurate della band puntellate sulla sei corde. Nella ballad che segue,“Little Anne”, un prologo sognante viene condotto attraverso un continuo crescendo ad un finale che cade in balia delle evoluzioni di synth e batteria. La melodia dell'hammond e le note dilatate della chitarra caratterizzano“If by morning”, un imbambolato passaggio romantico; “Oude Kerk II” si sorregge sulla ripetitività del tema circolare della sua tastiera fino alla inevitabile crescendo finale. Sono quasi blues le ritmiche di “Write your name”; la successiva “Salvation” è tra gli episodi più rilevanti diHuis (2) Despite guardian angels. La calda liricità di Sylvain naufraga negli echi sognanti delle corde elettriche di St-Pere, a chiusura di una traccia tra le più strutturalmente complesse. Le atmosfere pacate di “Garden of dust” segnano il degno epilogo. Gli elementi ci sono tutti per decretare gli Huis una piacevole sorpresa del panorama neo progressivo 2014; “Despite guardian angels” è un ottimo punto di partenza, un disco ben curato, concreto, orecchiabile mai sgarbato. E in  attesa di una futura conferma, godiamoci il debut-act di questi canadesi, nonostante i loro angeli custodi.

Voto: 7.5/10
Alessandro Freschi

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