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4 dicembre 2012 ,

X-TG

DESERTSHORE/THE FINAL REPORT

2012 - Industrial Records
[Uscita: 26/11/2012]

X-TG  - Desertshore/The Final Report  Vi capita mai (o per i più, anziani orfani del vinile,  vi capita ancora) di essere emozionati all’apertura della confezione di un CD? Beh, è quello che vi capiterà con il nuovo lavoro degli X-TG, sigla sotto la quale si nascondono i due membri dei Throbbing Gristle, Chris Carter e Cosey Fanni Tutti, orfani di Peter 'Sleazy' Christopherson  deceduto nel 2010 ed ideatore originale di questo progetto sin nel lontano 2006. Desertshore e The Final Report, disco tributo all’omonimo lavoro di Nico, dalla copertina in parte bianca ed in parte traslucida alla sua apertura, nella parte sinistra recita “A celebration of the longstanding, treasured friendship and unique creative partnership between Peter 'Sleazy' Christopherson, Chris Carter and Cosey Fanni Tutti 1975 – 2010” subito seguito da una foto ritratto di Sleazy. Appare subito quindi, che questo disco sia più un profondo e sentito tributo all’amico scomparso (mentre nessun riferimento viene speso per Genesis P-Orridge, altro membro fondatore dei TG) più che un cover disc dell’album di Nico come era originariamente stato ideato, come fatto da altri in passato, cosa di cui si era avuto sentore anche in una sorta di breve Live preview del disco tenutasi a marzo di quest’anno al AV Festival di Newcastle.

 

L’idea in sé infatti, avrebbe potuto risultare il triste epilogo e la disintegrazione finale del progetto TG ma risulta più un ulteriore esplorazione delle correnti sottomarine che percorrono il masterpiece dell’artista Tedesca. Musicalmente, i paragoni tra Throbbing Gristle, Coil, Psychic TV e Nico come artisti sperimentali e senza compromessi appaiono evidenti. Come il disco di Nico, con la sua voce turbolenta e i suoi contrasti e l’accompagnamento di John Cale artefice di sonorità Medioevalicamente astratte, suonava anni luce avanti per i tempi portando a confrontarci in maniera diretta con le nostre tensioni interiori, così i lavori dei TG prima e dei vari spin-off poi, hanno sempre mirato all’estrazione dell’io dal corpo dell’ascoltatore, alla fuoriuscita, anche violenta, delle nostre emozioni.

 

Ecco quindi un disco che destrutturando il lavoro originale, anche nell’ordine delle canzoni esplora proprio le emozioni, che grazie all’apporto di vari musicisti, si compone di tanti strati, ognuno dei quali capace di regalare eX-TG  - Desertshore/The Final Report  farci scoprire sensazioni che il disco di Nico celava tra le pagine stropicciate dal tempo, solo in attesa di essere dispiegate. Così, Antony ci regala una Janitor of Lunacy ricca di pathos nella sua delicatezza  che spicca tra gli echi sonori creati dagli X-TG, Blixa Bargeld crea un senso crescente inquietudine interiore al ritmo della  marzialità di Abschied, una ninna nanna più mirata a indurre incubi che sogni d’oro e Muterlein (una curiosità è che sembrerebbe che Blixa abbia in realtà cantato tutte le canzoni del disco ma, successivamente, Chris e Cosey abbiano deciso di allargare il progetto ad altre collaborazioni).

 

Marc Almond, in The Falconer, ci porta per mano tra le nebbie notturne della metropoli che è la nostra mente, al sottofondo di un Trip-Hop che potrebbe essere marcato dai Massive Attack di “Protection”. Cosey Fanni Tutti si ritaglia due episodi, All That Is My Own, dalle atmosfere arabeggianti condite di Industrial e già esplorate dai TG ai tempi di “20 Jazz Funk Greats” e My only child dalla sacralità degna della Siouxsie (che in questo progetto ci sarebbe stata davvero bene) di “A kiss in the dreamhouse”. C’è anche spazio per due episodi particolari come Afraid interpretata con la giusta dose di inquietudine dall’ex pornostar Sasha Grey che dopo il progetto A-Telecine sembra dedicarsi in pianta stabile all’ambito Industrial e per una Le petit chevalier eseguita dal regista e attore argentino Gaspar Noè (per chi non lo conoscesse consiglio di andarsi a  vedere “Enter the void”) l’unico episodio dove la voce sembra essere più funzionale alle sonorità che la pervadono piuttosto che il contrario e che, se nella versione originale, la figlia di Nico, Ari, rendeva una canzoncina quasi innocua nel suo ritornello da fiaba qui viene estesa e resa in maniera davvero distorta e malata.

 

X-TG  - Desertshore/The Final Report  Il disco si conclude poi con una coda,  Desertshores  un brano che prende I samples vocali di vari personaggi gravitanti nell’area TG che ripetono semplicemente “Meet me on the desertshore…”. Se il primo cd risulta così, un crogiolo di emozioni, sensazioni, atmosfere, ognuna dettata dalla presenza vocale dell’artista che ci ha lavorato e sul quale gli X-TG hanno intessuto la degna trama sonora, e si fatica a definirlo semplicemente un disco di cover in stile Industrial senza così limitarne lo spessore, Il secondo cd, The final report, è decisamente un disco dei TG, o meglio una selezione del lavoro svolto dai tre membri rimanenti fono alla dipartita di Sleazy, senza voci definite, tra corni, xilofoni, marimba, altoparlanti impazziti, dalle inquietudini profonde, ancora una volta alla ricerca delle nostre paure più nascoste, un omaggio alla ricerca strumentale dei nostri, vero sfogo dei loro deliri post-nucleari.

 

Un lavoro in due sezioni quindi, la prima a ridare nuova vita ed intensità emotiva al disco di una Nico che allora cantava le sue tensioni di madre e che qui trova invece una chiave se possibile ancora più sofferta ed oscura da ascoltare nelle fredde sere invernali magari con amici conversando amabilmente sui raffronti tra i due lavori e le loro affinità/divergenze (per quanto il senso di disturbo potrà in alcuni momenti impossessarsi di voi) ed una seconda da riservasi per un ascolto più intimo ed altrettanto immersivo ma decisamente meno “digeribile” del cd tributo. Insomma, uno dei lavori dell’anno, arrivato in sordina, senza troppi proclami e giusto tributo a due figure a loro modo fondamentali per due epoche e scene apparentemente differenti ma, forse non poi così tanto.
Un disco da avere punto!

Ubaldo Tarantino

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