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17 Ottobre 2012 ,

Jason Lytle DEPT. OF DISAPPEARENCE

2012 - Anti/Goodfellas
[Uscita: 16/10/2012]

Jason Lytle DEPT. OF DISAPPEARANCE 2012 – Anti/Goodfellas  # Consigliato da DISTORSIONI

 

Sono da tempo iscritto al virtuale club degli orfani dei Grandaddy, band che ha ammaliato le mie orecchie e riscaldato la mia anima nei dieci anni che li hanno visti attivi sulle scene dell’indie rock. La voce fragile, scura, dolcemente malinconica di Jason Lytle ha sempre costituito per me un richiamo irresistibile come un canto di sirene, impossibile non farsi avvolgere da canzoni sempre sospese in un magico equilibrio fra splendide melodie e arrangiamenti molto complessi che sperimentavano connessioni fra suoni ispirati alle radici della musica americana ed elettronica. Ma ormai il buon nonnetto ci ha lasciato da sette lunghi anni e per fortuna Jason Lytle ha intrapreso una sua carriera solista. Intanto si è trasferito dalla natia California del Nord al Montana, Stato dell’interno la cui geografia, montagne, boschi e grandi spazi desertici ha influenzato la sua produzione solista, per esempio in Last Problem Of The Alps la cui  melodia lirica e intensa ne evoca il paesaggio montano, aspro e solitario.

 

Lytle è sempre più immedesimato nel ruolo di cantore di frammenti di storie di un mondo fragile e incomprensibile che trova risposta e consolazione nella creazione artistica. Camicia di flanella a quadrettoni, cappellino con visiera o casco da muratore, come nella copertina di questo disco, tutte le ultime immagini del nostro vogliono trasmettere l’immagine del tipico lavoratore americano rude e generoso, dallo spirito anarchico e solitario. E come un buon artigiano, del lo-fi, per questo suo “Dept. Of Disappearence” ha fatto tutto da solo nel suo studio casalingo creando undici canzoni che si fanno apprezzare per l’inventiva, la fascinazione melodica e la sperimentazione di arrangiamenti originali in cui far convivere strumentazione tradizionale ed elettronica.

 

Oltre la già citata Last Problem Of The Alps altre canzoni di questo album entrano a pieno titolo nella miglior produzione di Lytle; in Your Final Settin Sun «its hypnotically dangerous vibe» è ispirato all’universo del romanziere Cormac McCarthy e vuole immergere l’ascoltatore nelle cupe atmosfere di un film noir; Get Up And Go ballata lieve e irresistibile introduce una nota di speranza nella ripetizione dei due versi di cui è composta «Get up and go, you can do it / Everything's going to be all right.»; Somewhere There’s Someone e Hangtown hanno la grazia e la potenza della malinconia del miglior Neil Young; l’iniziale Dept. of Disappearance è così suggestiva che potrebbe essere uscita dal capolavoro dei Grandaddy “The Sophtware Slump”. Non c’è che dire, siamo felici di poter riascoltare la voce dolce e ammaliante di Lytle, la canzone che chiude il disco Gimme Click Gimme Grid è in questo senso perfetta ed esemplare, ma anche perché si avvicina una possibile reunion dei Grandaddy, a settembre si sono già esibiti in alcuni concerti e noi “nipotini”attendiamo speranzosi.

Ignazio Gulotta

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