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12 luglio 2015 ,

Datura4

DEMON BLUES

2015 - Alive Naturalsound Records
[Uscita: 10/07/2015]

Australia   #consigliatodadistorsioni    

 

daturaDatura4 è la nuova creatura di Dom Mariani e Greg Hitchcock, personalità di spicco nell'ambiente alternativo e rock australiano. Mariani, cantante e chitarrista di lungo corso, ha fondato The Stems, band di garage rock fortemente debitrice di sonorità sixties ed i DM3, gruppo power pop con striature psichedeliche, mentre Hitchcock ha militato come chitarrista in gruppi come You Am I e New Christs. Completano la formazione dei Datura4 Warren Hall alla batteria, già nei Drones, altra band attiva nel giro indie australiano, e Stu Loasby al basso. “Demon Blues” è un disco suonato bene, semplice e potente a cui Mariani e Hitchcock danno il proprio imprinting sonico in un rock con mutazioni genetiche blues e derive psych ad alto voltaggio. L'album non risente mai di cali di tensione e la resa complessiva è sempre di qualità, complice il grande affiatamento della band dotata di una sezione ritmica sempre tirata e le chitarre che rendono incandescenti le valvole degli amplificatori. Viste le premesse sembra logico che i Nostri abbiano dato alle stampe Demon Blues per i tipi della Alive Naturalsound Records, etichetta losangelina portabandiera del verbo del garage, e che annovera tra le sue pubblicazioni l'album di debutto dei Black Keys. In Demon Blues non c'è nulla di nuovo, solo un vecchio rock che suona dannatamente bene nel suo rendere tributo tanto alle divinità oscure dei Black Sabbath quanto al southern boogie dei ZZ Top.

 

datura4 L'iniziale Out with the tide è il biglietto da visita con cui la band presenta un rock 'n' roll spinto da un riff poderoso che non fa prigionieri. You Ain't no friend of mine è uno dei brani più potenti ed efficaci dell'intera tracklist, dove il fuzz della chitarra taglia come la lama di un rasoio affilato che incide sulla pelle strani simboli risalenti al culto sabbattiano. La sorpresa arriva con Another Planet in cui l'iniziale seducente mood vocale west coast e power pop (grandi cori) è solo una scusa per spalancare la porta al barbuto Billy Gibbons, datura41sfoderando un finale che richiama la sfrontatezza di La Grange. Altre perle del disco sono Journey Home con le sue suggestioni desertiche e KillJoy in cui i Nostri giocano pericolosamente con quegli stessi demoni che infestavano la casa con il mulino ritratta nel primo album dei Sabbath. Demon Blues ha una valenza trasversale che lo rende capace di raggiungere un pubblico più vasto rispetto alla cerchia degli appassionati del genere. Il disco suona in modo autentico anche grazie ad una produzione che consegna all'ascoltatore l'impatto della forza propulsiva di una band che promette di fare sfracelli dal vivo. 

 

Voto: 7.5/10
Giuseppe Rapisarda

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