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21 marzo 2014 ,

Dean Wareham

DEAN WAREHAM

2014 - Double Feature/Sonic Cathedral
[Uscita: 11/03/2014]

Dean-Wareham-300x300# Consigliato da Distorsioni

 

E’ sempre piacevole quando un vecchio amico viene a trovarvi, quello che sa comprendervi al volo, basta uno sguardo, un silenzio e vi siete già detti tutto, e dopo un attimo è come se foste sempre stati insieme a condividere gioie e dolori di cui è fatta l’altalena della vita. Ed è bello che venga a trovarci, ancora una volta, il vecchio Dean Wareham: voi lo conoscete già, avete imparato ad amarlo nelle sue varie mutazioni musicali, Galaxie 500, Luna, Dean & Britta, lui non vi ha mai tradito con le sue ballate intrise di malinconia e nostalgia, baciate dalla grazia della poesia e dell’incanto di melodie leggiadre e ispirate. Le sue canzoni sono costruite della materia di cui è fatta la vita, dei sentimenti profondi dolci e agri che riempiono la vita, le sue note e le sue parole sembrano essere state scritte proprio per noi, sembra che conoscano i meandri più nascosti del nostro cuore. E’ questo sentimento forte che lega artista e ascoltatore a costituire l’essenza della poesia e della musica di Wareham, quello che ce lo rende così intimo e familiare, chi si è accostato alla sua musica, a meno di non aver proprio un cuore di pietra, ben difficilmente non ne avrà fatta una delle colonne sonore della sua vita.

 

Ma veniamo al disco, debutto solista sulla lunga distanza questo di Dean Wareham - nel 2013 aveva dato alle stampe un bell’ep “Emancipated Hearts” - produzione affidata a Jim James dei My Morning Jacket. La moglie Britta Phillips, compagna fedele del suo cammino post Galaxie 500, è qui presente al basso, ma non alla voce, oltre ai due citati suona nel disco Anthony LaMarca. Sebbene l’atmosfera sia in modo preminente quellamalinconica e intima che gli conosciamo, le nove canzoni dell’album toccano ledean-wareham diverse corde del musicista di origine neozelandese, gli arrangiamenti si avvalgono di un discreto e sognante uso dell’elettronica e creano un suono più pieno del solito in cui lo slowcore si colora di intense sonorità pop. In un album tutto di gran livello, spicca comunque la meravigliosa Beat The Devil, una melodia assassina che colpisce e trafigge il cuore, Heartless People vola dentro animi scuri e tormentati, intrisi di nostalgia. Love Is Not A Roof Against The Rain - titolo magnifico! - conferma l’amore di Dean per Morricone, ed ha un testo particolarmente ispirato: «I can hold the midnight in my hand/Spoken like a singer in a band/Everyone remembers what they want/Stories told to give their life a font/What have I done with my life?/What have I done with the keys?». Ma c’è spazio anche per il blues elettrico I Can Only Give My All e per le due lunghe bellissime ballate conclusive Babes In Woods eHappy And Free: la prima si colora di una morbida ipnotica psichedelia, nella seconda la malinconia ci avvolge fra le ali dei synth e conclude magnificamente questo lavoro. Gran disco, non c’era da dubitarne.

 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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