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3 novembre 2017 ,

The Selecter

DAYLIGHT

2017 - DMF Records
[Uscita: 06/10/2017]

Inghilterra  #consigliatodadistorsioni    

 

selecterL’ultimo anno è stato contraddistinto dal prepotente ritorno sulle scene delle più influenti icone del 2Tone ska: prima i Madness con “Can’t Touch Us Now”, lo scorso febbraio è toccato Neville Staple, ex frontman degli Specials  uscire con il suo nuovo disco solista “Return of Judge Roughneck”, e per chiudere il cerchio in ottobre 2017 il ritorno dei Selecter, che con la pubblicazione di “Daylight” completano l’ideale triade della musica in levare britannica. Il nuovo disco della band capitanata da Pauline Black (voce solista) e Arthur “Gaps” Hendrickson (mago del “toasting” tipicamente giamaicano) è un lavoro attento, certosino e che evidenzia tutto il gusto raffinato del gruppo nel proporre una sintesi esaustiva tra la svolta soul dei Madness e la scelta, quasi enciclopedica, di Staple di ripercorrere con la sua nuova musica la storia dello ska inglese degli anni d’oro ’70 e ’80, andando a ritroso nella genealogia della musica in levare fino ai padri fondatori giamaicani, che regalarono perle di inestimabile valore nel ventennio ’50-’60.

 

Scritto, registrato e prodotto all’ombra dei tragici eventi che hanno travolto la Gran Bretagna post Brexit, in Daylight si respira tutto il desiderio della working class inglese, figlia della mescolanza tra nativi della Terra d’Albione ed emigrati dalle isole caraibiche, selecter2dall’Africa e dalle ex colonie asiatiche, di ripensare una nuova sinistra, dal momento che quella tradizionale non è stata capace di reggere il confronto con i movimenti populisti che hanno portato a conseguenze insanabili Frontline, Taking Back Control, Things Fall Apart e Pass The Power sono ottime canzoni “politicizzate” che confermano l’impegno che la band ha sempre portato avanti nella difesa dei suoi nobili ideali ispirati all’integrazione e al multiculturalismo. Un concetto sviluppato dai Selecter facendo ricorso a un sapiente e gustoso mix tra i generi musicali più cari alle sottoculture mod, skinhead e rude boy quali lo ska e il northern soul. Se brani come The Big Badoof e 3 Reasons sono pedisseque esposizioni del paradigma 2Tone, già in Remember Me si the_selecter_js_211113intravede (grazie a costanti interventi di chitarra solista al fianco dei tradizionali fiati) una fusione con il soul e l’acid jazz che si completa nel prosieguo del disco con episodi di grande spessore come il potente northern soul della title-track (che vede la partecipazione del pianista e conduttore TV inglese Jools Holland), o le ballate ska/pop Paved With Cold e Mayhem. Guardando dalla giusta distanza il ritorno discografico quasi contemporaneo dei tre grandi esponenti dello ska britannico, possiamo senza tema di smentita affermare che Daylight è il miglior album della terna di cui sopra. Un prezioso suggello che riporta il messaggio originale dello ska e della cultura nera europea in generale in primo piano nel panorama musicale. 

 

Voto: 7,5/10
Riccardo Resta

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