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17 febbraio 2016 , ,

Constantine

DAY OF LIGHT

2015 - Autoproduzione
[Uscita: 01/12/2015]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni  

 

DAY OF LIGHT album coverCi si può ancora emozionare all'ascolto di un album nell'anno 2016? Siamo ormai tutti convinti e d'accordo che la musica rock ci abbia già regalato emozioni a non finire, che il meglio sia già stato detto e scritto, che non resta più spazio per esplorare nuove sonorità e la creatività degli artisti spesso si riduce a mera imitazione di qualche precedente illustre collega. Lo straordinario disco di debutto di Constantine Hastalis non ha di certo i requisiti dell'assoluta originalità ma contiene al suo interno canzoni così belle da rimanere senza fiato. Non ricordiamo quantomeno dall'inizio del nuovo millennio un disco così ben suonato, arrangiato e rifinito in ogni minimo dettaglio.

Non si riesce a scegliere se definire più belle le perfette armonie vocali o la ricca e variegata strumentazione. Constantine viene da Chicago, città che ha tenuto a battesimo tantissimi anni fa band notevoli come Shadows of Knight e H.P. Lovecraft. Il sound di Constantine è decisamente psichedelico, nella più pura accezione del termine, con rimembranza di acid folk, inglese soprattutto. Un primo ascolto del disco fa venire in mente l'oscuro capolavoro di Mark Fry "Dreaming with Alice", meta proibita di molti collezionisti, e senza esagerare siamo agli stessi livelli stellari. Il disco di Constantine si chiama "Day of light"  e si presenta con una coloratissima e favolosa copertina in perfetto stile da psychedelic singer, disegnata da Stephen Titra.

 

Titra faceva parte degli oscuri OWL (Of Wondrous Legends), pure loro di Chicago, che nel lontano 1971 registrarono uno splendido disco omonimo di soft psichedelia, rifiutato da tutte le etichette dell'epoca ma fortunatamente riportato alla luce nel 2008 grazie a Dawson Prater e stampato dalla Locust MediaConstantine ha avuto l'onore di avere constantinedue musicisti di questo gruppo nel suo album, oltre allo stesso Titra: alla Guild acustica a 12 corde troviamo infatti Al Keeler che suona campane, vibrafono e marimba contribuendo molto al variegato suono che si respira in tutto il disco. Day of light presenta 11 composizioni originali dove si ascolta una quantità incredibile di strumenti, compresi alcuni che al giorno d'oggi sembravano ormai dineticati, come le tablas e il sitar, da sempre sinonimi di eastern music e psichedelia in generale.

Si tratta di un progetto solista che in origine Constantine avrebbe dovuto completare in una sola settimana. Ci sono voluti invece quattro lunghi anni all'uomo di Chicago per completare la sua opera maestra. Ma tanta attesa è stata ben ripagata. Non c'è una sola virgola fuori posto qui dentro, tutto è stato realizzato con una cura nei dettagli così alta da sembrare incredibile che questo sia il lavoro di un esordiente, per di più con una autoproduzione.

 

day of light innerConstantine si è circondato di un numero impressionanti di musicisti, molti sono veri amici, ognuno ha dato il suo importante contributo, non stiamo qui a elencarli tutti, li trovate facilmente nel link di Bandcamp a fondo articolo dove potete anche ordinarlo fisicamente o scaricarlo in digitale con una offerta minima. Gran parte del merito delle belle parti vocali del disco, oltre ovviamente allo stesso Constantine, va alla brava Jen Williams che molto spesso ascoltiamo lungo le undici tracce, alla maniera delle migliori folk revival band dei seventies, che molto spesso avevano in formazione una lead Constantine2singer. Parliamo dei soliti nomi, Tudor Lodge, Mellow Candle e degli stessi Spirogyra tutte band che in qualche modo il disco di Constantine ricorda. La possiamo sentire già in apertura, nella piccola magia di soli due minuti, (Into the land) of time forget che introduce la long track The trip (parts I & II) di quasi 9 minuti.

E qui è quasi impossibile non citare i gloriosi Ultimate Spinach, se non fosse altro che per la strumentazione usata, molto somigliante a quella della backing band di Constantine. Voci celestiali, il flauto (dello zio) Steve Hastalis che si intrecciano alle tastiere in un caleidoscopio incredibile di pura psichedelia di puro stampo sixties. Grande momento. 

 

Poi troviamo l'Eastern music di Egyptian days e la rilassante On through the ages, con la voce che ricorda Annie Haslam dei Renaissance. Il folk allucinato di Fountains Reflections è roba da far invidia al Donovan sotto acido, alla stessa maniera della fiabesca Voyage of the crystal bird, altra perla pura. Le finali Ramia, di oltre sei photo(2)minuti e la breve title track, Day of light, altra delizia acustica, sono il sigillo definitivo a un disco che definire meraviglioso appare quasi riduttivo. L'album per adesso è uscito soltanto in una bellissima edizione in vinile, copertina apribile e stampato in sole 300 copie, molte delle quali catturate dalla spagnola Guerssen, che provvederà a distribuirle in tutta Europa e oltre.

Ad accompagnare il 33 giri c'è pure un singolo con due sole tracce, Worshipping the sun e Blue Iris Baby, al solito molto belle. Day of light  è il primo grande disco del 2016, oltre a essere uno dei gioielli più scintillanti di neo psichedelia e acid folk sentito da molti anni a questa parte. Consigliatissimo a chi ama altri splendidi artigiani sonori come lo svizzero Balduin, l'olandese Jacco Gardner e il nostro Trip Hill, fiorentino, e forse il migliore di tutti. Facile immaginare che il suo ascolto sarà circoscritto alla solita stretta cerchia underground che molto spesso riesce a trasformare un semplice vinile nero in un vero oggetto di culto.

 

Voto: 9/10
Ricardo Martillos

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