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22 giugno 2012

Eternal Tapestry

DAWN IN 2 DIMENSIONS

2012 - Thrill Jockey
[Uscita: 07/06/2012]

eternal tapestry# Consigliato da DISTORSIONI

 

Sei album in cinque anni di vita, tra il 2008 ed il 2012: una buona media direi, quella degli Eternal Tapestry, splendidi psiconauti americani originari di Portland, Oregon,  fondati dai due chitarristi Nick Bindeman e Dewey Mahood, diventati infine un quintetto nel 2010, dopo aver pubblicato un rilevante numero di LP, CD, EP e persino cassette. Un ‘work in progress’ quello degli Eternal Tapestry, che hanno accolto tra le loro fila strada facendo Jed Bindeman (drums), Ryan Carlile (sax, synth) ed il bassista Krag Likins; numerose anche le collaborazioni collegiali e dei singoli membri con altri progetti notevoli  a stelle e strisce quali Jackie –O Motherfucker, Barn Owl, Sun Araw, Plankton Wat, Heavy Winged,  Garden Sound, tutti immersi nel letale brodo psico-space-sperimentale del primo decennio terzo millennio,  un sottobosco davvero meritevole di indagini accurate.  Una volta esaurite le solite doverose info-coordinate, la buona novella è che questo “Dawn in 2 Dimensions”  è monumento  sonoro che azzera qualsiasi compromesso estetico, per esprimersi attraverso gli stilemi di una ‘psichedelia’ totalizzante.  Quattro brani di durata crescente: si va dai quattro minuti di Wholeodome ai  venti  (!) di  I.S.F.S. – Dawn in 2 Dimensions  - Quantum Leap,; in mezzo i sei di Bread of dreams  ed i tredici di Marrow of the Wand,  con una messa al bando drastica di ogni forma di vocalità. 

 

In primo piano le lunghissime evoluzioni espanse e psichedeliche delle due chitarre di Nick Bindeman e Dewey Mahood, mai avulse da una tonalità precisa, ed in tal senso mai free,  ‘inesorabili’  piuttosto nello scavare per lunghi minuti  un tema- accordo minimale caricandolo di visionarietà.  Se si escludono i quattro minuti iniziali di Wholeodome all’insegna effettivamente di un turgido space rock – mi sono riecheggiati nei padiglioni auricolari i magnifici italiani Anuseye – il resto di “Dawn in 2 Dimensions”  è piuttosto all’insegna  di una psichedelia che s’addentra nei ‘giardini e nelle paludi della mente’, molto introspettiva ed insinuante. Se si chiudono gli occhi  e si ascolta, può capitarvi di tornare indietro nel tempo, ritrovandovi avvolti dalle spire delle lunghe jam  free-form dei Grateful Dead di “Live Dead” e di “Anthem of the sun”,  o di quel capolavoro psichedelico misconosciuto che fu “End of the Game” (Peter Green).  Lisergiche,  meditabonde oasi chitarristiche evolvono pian piano in sussulti –soprassalti espressivi: tutto ciò che c’è da fare per penetrare questo disco è lasciarsi andare, e perdere la nozione del tempo.  Non mi resta che raccomandarvi di recuperare i precedenti lavori degli Eternal Tapestry, se questo ‘viaggio’, questa ‘alba in due dimensioni’ altamente da me raccomandata è stata di vostro gradimento: “Night Gallery” (con i Sun Araw, 2011) e “Beyond the 4th Door” (2011) ad esempio, i primi due con effetto retroattivo.

Pasquale Wally Boffoli

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