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29 novembre 2013 , ,

Esmerine

DALMAK

2013 - Constellation/Goodfellas
[Uscita: 24/09/2013]

Esmerine DALMAKQuarta prova per l’ensemble canadese Esmerine, per questo “Dalmak”, parola turca che indica immersione, essere assorti in qualcosa, in un pensiero: è stata determinante la permanenza in Turchia, in particolare nella città di Istanbul, dove sono state registrate parte delle tracce presenti nell’album, sei su nove, con la partecipazione di musicisti locali con i loro strumenti tradizionali, il resto del disco è stato registrato a Montreal. Due scenari completamente diversi, due sollecitazioni opposte, la calda sensualità speziata mediorientale e l’algido intellettualismo nord americano che trovano mirabile sintesi nelle musiche del gruppo canadese, un quartetto composto da Bruce Cawdron alle marimba, glockenspiel, elettronica, Beckie Fonn al violoncello, i due fondatori del gruppo membri l’uno dei GYBI! e l’altra dei A Silver Mt Zion, Jamie Thompson alla batteria, glockenspiel e Brian Sanderson al banjo, violino, basso. Non è semplice definire la musica del gruppo per le molteplici influenze, e in particolare in questo nuovo “Dalmak” per i continui cambi di prospettiva; si tratta comunque di musica da camera, i Rachel’s sono un punto di riferimento, con elementi ambient, post-rock e in particolare in questo disco, world.

 

L’iniziale Learn To Crowl con quell’andirivieni delle note degli archi ha la forza ipnotica della risacca e ci trasporta in panorami di intima meditazione, la successiva Lost River Blues I ha un lento e sinuoso progredire in un sound a metà fra suggestioni ambient, date in particolare dall’elettronica, e i colori variegati delle sonorità turche; sonorità che si accendono nella travolgente Lost River Blues II e nella successiva Barn Board Fire, un suggestivo e ritmato mantra in cui le affascinanti e misteriose sonorità di strumenti quali il meh, la barama, l’erbane donano risvolti sonori inediti, almeno per noi. Mentre siamo così immersi nelle profumate notti turche sulle coste del Bosforo, Hayale Dalmak ci riporta a luoghi più familiari con un brano incentrato su tappeti elettronici che immediatamente fanno venire in mente i Tangerne Dream. Con Translator’s Clos I ritorniamo sulle coste del Bosforo in un tripudio di percussioni e fiati, ora gioiosi, ora malinconici, in un brano in cui non sono assenti influssi balcanici, mentre in Translator’s Clos II si procede languidamente e con la sensualità di una notte stellata fra narghilé ed essenze profumate; fra il pizzicato della chitarra, il battere delle percussioni e i richiami di fiati e archi si alza la voce melodiosa ed evocativa di Hakan Vreskala. Con la successiva White Pine si torna a sonorità ambient meditative e assorte. Conclude questo bel lavoro degli Esmerine Yavri Yavri, le note formano un arabesco sonoro con gli archi, il glockenspiel, i sintetizzatori che si intrecciano e si rincorrono in tortuose fughe.

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta

Audio

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