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25 luglio 2015 , ,

Tame Impala

CURRENTS

2015 - Fiction Records
[Uscita: 17/07/2015]

Australia

 

tame ZaRQYmB6LQkÈ passato del tempo dall’ultima volta che si è sentito parlare con hype sempre in tiro dei Tame Impala, la colorata e polimorfica creatura d Kevin Parker. Effettivamente 2 anni di silenzio hanno accompagnato l’acclamatissimo “Lonerism” del 2012, più uno di tour. Oggi tornano nel bel mezzo dell’estate con una nuova esplorazione delle derive psych-pop, “Currents”  che dichiara definitivamente l’abbandono della dimensione hippie della musica dei Tame Impala in favore della fascinazione yuppie. Sua Maestà Parker ha dichiarato di averne abbastanza dello 'Sugar sweet Pop' di “Lonerism” e di come la svolta ha avuto luogo: ”Un paio di anni fa ero a L.A. e per qualche ragione avevamo preso dei funghetti, doveva essere la fine del tour – ha raccontato al Guardian – così ero strafatto e un amico ci stava portando in giro per la città. Questo amico ascoltava i Bee Gees e la musica  ebbe un impatto emozionale immenso… Ascoltavamo Staying Alive, una canzone che ho sentito per tutta la vita. In quel momento ho avuto un moto di malinconia veramente emotivo per essa. Il beat era troppo potente e, in quel caso, appariva davvero psichedelico. Mi ha commosso e questo è quello che ho sempre voluto dalla musica psichedelica. Voglio che mi trascini.”

 

Questo aneddoto si è trasformato nell’esperienza concreta di un disco che invece di inseguire un ideale romantico di psichedelia come testimonia Parker, in realtà vuole calcare la mano sul lato pop e maggiormente fruibile dell’album precedente. La gran parte di Currents è un tentativo kitsch di avvicinarsi ancora alla fortunata ballata trippy di Feels Like We Only Going Backwards mentre il resto sono semplici intermezzi piuttosto anonimi. Il beat, componente fondamentale dell’album, è piatto e monotono, l’effetto trance rischia presto di diventare semplice intontimento e mantiene la stessa linea tame thper tutta la durata del lavoro, ad eccezione del leggero pow-wow etereo di Love/Paranoia. Il singolo ‘Cause I’m A Man riempie gli spazi vuoti di una melodia dance con colate spropositate di synth e chitarre luccicanti, così come l’esperimento di Past Life (la brutta copia del divertente tribalismo di Be Above It) forse l’episodio più imbarazzante dell’intera faccenda. Altre possibili hit da compilation indie, Yes, I’m Changing  e The less I Know The Better, calcano semplicemente la solita idea. Eventually alza un po’ la voce ma il tiro generale rimane innocuo, così come nelle prevedibilmente lunghe Let It Happen e New Person, Same Old Mistakes che aprono e chiudono il disco. Really In Motion (unico pezzo che varia un po’ la formula) ricorda vagamente l’ingenuità pop dei compaesani Empire Of The Sun e della loro hit Walking On A Dream

 

La voce di Parker è soffocata dagli strumenti e il falsetto lennoniano da dolce forno, nonchè Gibb brothers addicted, si impone come realtà univoca e non come risorsa. Alla base di questa mediocrità dance e piattume velleitario più che una folgorazione per le vie di L.A. (che come da manuale di rivista patinata vuole il protagonista rimpinzato di droghe leggere) c’è un rapporto nascente con il lanciatissimo produttore inglese Mark Ronson per il quale Parker ha realizzato dei cameo in “Uptown Special” (Summer Breaking, I Can’t Lose, Daffodils), uscito a gennaio. Questo avrebbe aperto a Parker “un mondo di caos Tame-Impalacontro cui urli perché non vuoi farne parte. Ma ad un certo punto ti stanchi di urlare e lasci che le cose accadano e cominci a farne parte”. In sostanza, Currents è un segno di resa incondizionata  (come suggeriscono le dichiarazioni dello stesso Parker, che si propone rottamatore musicale sconclusionato:”se potessi far capire anche a soli pochi fan hard rock che i synth anni ’80 possono calzare a pennello un beat anni ’70 almeno una missione sarebbe compiuta”) ad un mondo in cui aneddoti e collaborazioni con numi del pop mondiale odierno contano più della musica stessa, che viene distribuita in maniera febbrile e di cui si nutre una fetta consistente di ascoltatori, contenti di avere tra le mani un presunto ennesimo gioiello psichedelico. Ci piacerebbe che il gusto lisergico andasse più in là della copertina, ma non è così. 

 

Voto: 5/10
Ruben Gavilli

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