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11 agosto 2015 , ,

Melody Gardot

CURRENCY OF MAN

2015 - Verve
[Uscita: 02/06/2015]

Stati Uniti  #consigliatodadistorsioni   

 

melody folderPersonaggio interessante, Melody Gardot. Statunitense del New Jersey, viene cresciuta dalla nonna, immigrata polacca e dalla madre, fotografa, dalle quali mutua l’abitudine a non mettere radici ma, anzi a condurre una vita nomade, tanto che sostiene di poter impacchettare tutte le sue proprietà in tre valigie, sempre pronte ad essere riempite. Precocemente impara a suonare il piano, esibendosi regolarmente nei bar di Philadelphia sin dall’età di sedici anni, proponendo lunghi set di arrangiamenti personali di standard jazz e musica varia a suo insindacabile giudizio. Investita mentre pedalava tranquillamente con la sua bicicletta, nel novembre 2003, riporta gravi lesioni neurologiche oltre a fratture e contusioni assortite. Per un anno intero è costretta a letto e in seguito deve seguire un lungo programma di fisioterapia. I neurologi presso i quali è in cura utilizzano la musica come terapia di sostegno e proprio da questa esperienza, pur con un certo ritegno per le tematiche troppo personali, inizia la sua carriera di musicista professionista. Partita da ballate jazz nello stile di Norah Jones e Madeleine Peroux, alle quali è stata spesso paragonata, gradualmente si è affrancata da questi confini musicali per salpare verso un crossover di generi in cui il jazz si mescola con il blues, il soul, il funk e profumi di Brasile e Francia, tutto condito dalla sua roca, melliflua voce, incline ai sussurri suadenti ma capace, all’occorrenza, di graffi possenti.

 

gardotQuesta quarta prova sulla lunga distanza porta a puntino la cottura di tutti gli ingredienti che abbiamo appena esaminato, a coronamento di quanto promesso con i precedenti tre lavori. Il disco è prodotto egregiamente da Larry Klein, le sezioni di fiati sono arrangiate dal valoroso Jerry Hey, il francese Clement Ducol si occupa dell’orchestrazione. La band è composta da un cast “all stars” di session men, del calibro del batterista Vinnie Colaiuta e del chitarrista gardot1Dean Parks, mentre alla Gardot stessa, ovviamente, competono le essenziali parti di piano e tastiere. Tutto rimane in un “mood” piuttosto rilassato, ma Melody non si fa affatto mancare testi piuttosto battaglieri, affrontando di petto tematiche come il razzismo e i diritti civili. Nella tracklist spiccano il primo singolo Preacherman, tra il funk e il gospel, dedicata a Emmett Till, violentemente ucciso per biechi motivi razziali nel 1955, l’altrettanto funkettosa It Gonna Come, guidata dall’Hammond, il blues possente di Bad News, tra i barriti del sax e la profondità del contrabbasso, il soul/funk di She don’t know. Il disco si mantiene quasi sempre su alti livelli, tranne quando l’orchestra prende la leadership del suono, fortunatamente solo in un paio di episodi. In sostanza, roba buona!    

 

Voto: 7/10
Luca Sanna

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