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4 aprile 2014 ,

The Notwist

CLOSE TO THE GLASS

2014 - City Slang
[Uscita: 25/02/2014]

Notwist# Consigliato da Distorsioni

 

Band poco prolifica, The Notwist festeggiano i venticinque anni di carriera con solo sette album pubblicati. Dopo un inizio del percorso indeciso sul da farsi, il gruppo approda a quella miscela di new wave, elementi jazzati ed elettronica che qualcuno chiamò post rock. A cavallo tra i due millenni The Notwist hanno pubblicato due dischi eccezionali, “Shrink” e “Neon golden”, che gli hanno valso la definizione di “Radiohead tedeschi”. Ma a differenziarli dall’apprezzatissima band inglese è l’uso della voce: diversamente da quella sofferta e fortemente emotiva di Thom Yorke, quella di Markus Acher è un falsetto leggero e confidenziale, simile a quello di Sam Prekop, sempre per rimanere in area post rock. È possibile che le lunghe pause che la band tedesca si prende tra un disco e l’altro sia alla base della loro felicità compositiva: anche questo nuovo “Close to the glass” è un lavoro molto valido. Stavolta la chiave del disco sta in una maggiore componente elettronica, anche se all’interno del disco le variazioni stilistiche non mancano. Le iniziali Signals e Close to the glass sono permeate di sonorità dure e sintetiche, vicine ai gruppi di scuola Warp.  

 

Con la successiva Kong ci affacciamo in territori nostalgici degli anni ’80: ricompaiono le chitarre, una batteria più umana e una tastiera dalla melodia orientaleggiante, elementi che ritornano in From one wrong place to the next. Casino è una ballata chitarristica malinconica.  I toni soffusi, dopo un inizio scoppiettante, permeano gran parte del disco, anche in brani come Run run run in cui le percussioni si fanno più presenti, fino a sfociare in una coda molto ritmata. Lo strumentale Lineri, dedicato a Luigi Lineri, un signoreThe-Notwist altoatesino che da cinquant’anni raccoglie ciottoli tipici delle zone dove vive, segna la riconciliazione dei Notwist con la band tedesca per eccellenza, i Kraftwerk. Nata come canzone con parole, l’esito ha soddisfatto talmente i componenti del gruppo (ricordiamoli, i fratelli Markus e Micha Acher e Martin Gretschmann, noto anche come Console) da lasciarla com’era senza post produzione. In definitiva, è sempre difficile parlare di gruppi sopravvalutati o sotto valutati, bisognerebbe sempre chiedersi a quale contesto ci riferiamo. Ma tra i gruppi che si possono senza paura di smentita definire sottovalutati ci sono senz’altro i Notwist. Sanno scrivere canzoni e sanno suonarle in modo originale. Se sono meno noti di altri è perché non sono angloamericani o perché concedono meno alla platea, o non producono mai facili effetti. Nel migliore dei mondi possibili sarebbero in cima alle classifiche. 

Voto: 7.5/10
Alfredo Sgarlato

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