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20 dicembre 2017 ,

Erland Dahlen

CLOCKS

2017 - Hubro Music
[Uscita: 8/09/2017]

Norvegia     #consigliatodadistorsioni

 

Il jazz scandinavo si è imposto dagli anni ’70 (si pensi ad esempio a Jan Garbarek) per una particolare modernità che consentiva di mescolare insieme i canoni della musica classica contemporanea con la tradizione folk, legata ai condizionamenti di una natura estrema e incontaminata. Caratteristiche che ritroviamo in Erland Dahlen, batterista, percussionista e compositore, giunto al terzo album dopo le uscite di "Rolling Bomber" (2012) e di "Blossom Bells" (2015). La notorietà di Dahlen è legata alla partecipazione nei Madrugada nel periodo che va dal 2005 al 2008 e ad una serie di importanti collaborazioni con Nils Petter Molvaer, Stian Westerhus ed Eivind Aarset. La miscela di jazz, elettronica e post rock del musicista di Ulefoss si caratterizza per la fusione di atmosfere cinematografiche e strutture ritmiche melodiche, realizzate con strumenti di varia fattura: dai tamburi degli anni ’30, gong, xilofoni, cymbells, mellotron, campane, ai fogli di metallo, seghe elettriche, drum machine, strumenti a corda e vari dispositivi drone ed elettronici.

 

Entrando nell’ascolto dell’album "Clocks", spicca fra tutte la splendida title-track che prende avvio con una sequenza percussiva che ricorda i Pan American, per crescere di intensità e densità sino a raggiungere scale cromatiche particolarmente ampie. Le atmosfere si fanno più rarefatte ed eteree in Glas, mentre Ship si sviluppa con una psichedelia fiabesca che ricorda i primi lavori degli Ozric Tentacles. Le sonorità realizzate con fogli di metallo, adeguatamente percossi, in Bear e Lizard realizzano un climax inquieto particolarmente acido. La conclusiva  Wood descrive invece i paesaggi ariosi e alieni del Nord con una forza interiore particolarmente evocativa. Un album denso e pieno di fascino. 

 

Voto: 8/10
Felice Marotta

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