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9 agosto 2016

Aphex Twin

CHEETAH EP

2016 - Warp Records
[Uscita: 08/07/2016]

Inghilterra-Irlanda 

 

R-8720448-1467821091-4696.jpegQuando il temerario Richard David James, in arte Aphex Twin, si muove sul proscenio discografico, l’esito è sovente imprevedibile. Dopo la convincente intrapresa sonora di  “Syro”, nel 2014, sempre via Warp Records, l’elfo bionico di Limerick trae fuori dal cappello l’ennesimo groviglio di fili neurali, l’EP “Cheetah”, al cui interno pulsano, come intrappolati da ologrammatici ragni, minuscoli segmenti elettronici. L’impressione, tuttavia, è che il geniale artista britannico stia raschiando il fondo di un immaginario barile. La sua pregnante carriera di sperimentatore instancabile ha conosciuto momenti di folgorante splendore e lunghe pause creative, picchi di clamorosa verve compositiva e periodi di spleen assoluto.

Il presente lavoro,  oltre mezz’ora di estensione temporale, si muove sulle linee di una spirale cosmica, tra altezze siderali e discese repentine. Frammenti dai soliti titoli indeclinabili (CheetahT2 [Ld Spectrum], CheetahT7b; 2X202-ST5), increspature soniche su un tappeto di ossessivo battito cardiaco artificiale, metodica destrutturazione aphex-twin-continues-to-experiment-with-t17-phase-outdel concetto di musica per creature sublunari. Un manto di note più circolari, vera e propria cascata adamantina di acque orbitali, è rappresentato dalla seconda parte dell’opera, in specie dalla splendida traccia di Cirklon3, otto minuti di pura catarsi elettronica. Suoni che ora si dipanano fluidamente, come un fiume sintetico che si avvii sfolgorando alla foce stessa del suono. Certo ci si attende dal genio conclamato ormai del folle James qualcosa di più significativo, che rimandi ai fasti del periodo aureo, ma ci si può accontentare, per ora, anche di questi dispersi frammenti di materia stellare. 

 

Voto: 6.5/10
Rocco Sapuppo

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