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7 marzo 2013 ,

Julia Kent

CHARACTER

2013 - Leaf Label
[Uscita: 4/03/2013]

Julia Kent CHARACTERDal 2007 ad oggi Julia Kent, violoncellista di Antony And The Johnsons fin dal loro secondo album “I Am A Bird Now”, ha avuto molteplici collaborazioni anche con musicisti italiani come Marco Milanesio, i Larsen, Barbara De Dominicis, Paolo Spaccamonti, ha pubblicato con questo suo ultimo “Character” tre dischi sempre per etichette diverse, stavolta tocca alla inglese Leaf Label. Julia Kent è una musicista canadese di stanza a New York, nella sua opera solista trova la sua espressione più autentica e sentita, è nel lavorare da sola che raggiunge la sua profonda ispirazione: «Ma io amo l'autonomia della creazione e l'esecuzione completamente da  sola.», la sua è infatti una musica meditativa, quasi filosofica che ci trascina in una riflessione introspettiva sull’esistenza umana. Il titolo fa riferimento ai personaggi delle fiction, come lei stessa ha spiegato: «Ho finito a pensare al processo della vita, come a volte un racconto nella fiction ha lo scopo di rispecchiare la cronologia della vita umana, e in che modo la nostra vita, in un certo senso, può assomigliare alle opere di narrativa, ma senza la possibilità di controllarne il risultato così come può fare l’autore della storia.».

 

 

Se il debutto “Delay” esplorava i suoni e le atmosfere degli aeroporti e il successivo “Green and Grey” traeva ispirazione dalla natura  in contrasto con l’ambiente urbano, “Character” è un viaggio dentro la geografia interiore, una mappa molto personale. Per questo l’album è stato registrato nella sua casa e in assoluta solitudine, ma il risultato non è affatto una musica ostica e solipsistica, il suono che ne esce ha infatti energia e fascino, per condurci nel tormentato mondo di Julia Kent. Ovviamente lo strumento principe è il violoncello del quale sfrutta l’ampio spettro sonoro: il suono evocativo, ma anche introspettivo degli archi si incontra con i loop e con una gran varietà di suoni presi dalla vita reale, da lei manipolati attraverso il processore, che si agitano nel sottofondo aumentando il potere suggestivo e ammaliante della musica. Certo bisogna essere predisposti ad un ascolto intenso e profondo, dal forte potere evocativo e introspettivo; se si entra in sintonia con il mondo di Julia Kent si trarrà piacere e giovamento in una meditazione assorta: malinconia, spleen e atmosfere gelide pervadono le composizioni dell’album. Ma dietro l’angolo dei 10 brani c’è anche il rischio di perdersi, di «vagar coi miei pensieri», dimenticandosi della musica che ti scorre nelle orecchie, è il rischio legato ad una certa monotonia e similarità delle composizioni che alla fine può indurre una lieve noia.

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta

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