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31 gennaio 2013 , ,

Mountains

CENTRALIA

2013 - Thrill Jockey
[Uscita: 21/01/2013]

Mountains – CENTRALIA 21/01/2012, Thrill JockeyIl duo di New York giunge ad un nuovo capitolo della propria storia, il terzo per la Thrill Jockey e probabilmente il migliore di sempre. Brendon Anderegg e Koen Holtkamp perfezionano la loro arte mesmerica avendo anche fatto tesoro di una ormai cospicua esperienza live, dimensione nella quale, è bene ricordarlo, il progetto Mountains è sorto e si è sviluppato. Anche in "Centralia", loro ultimo album, il sound complessivo risulta essere il frutto di pratiche di interazione e sovrapposizione tra strumentazione acustica (pianoforte, chitarre, violoncello), sintetizzatori analogici (tra cui un moog), processamento del suono ed utilizzo di field recordings, ma anche e soprattutto dell'ottimo e ben collaudato interplay che sussiste tra i due musicisti. Indubbiamente debitori dei grandi esponenti del minimalismo - difficile ad esempio che non torni in mente il Terry Riley di "A Rainbow In Curved Air" - come pure dell'ambient di Brian Eno, i Mountains intrecciano una drone music carica di fascino, avvolgente ed onirica.

 

Una musica a tratti velata di una certa malinconia e caratterizzata costantemente da una forte componente evocativa, quasi da plasmare la nostra fantasia per portarci poi in volo su paesaggi immaginifici. Suggestioni che suonano dolci e potenti al tempo stesso, come quella ispirata dall'atmosfera di Sand, traccia di apertura che sembra condurci nell'esplorazione di quel cosmo stupefacente descritto nella memorabile scena di "Blade Runner" nella quale vengono pronunciate le ultime bellissime parole di Roy Batty/Rutger Hauer: "Io ne ho viste di cose che voi umani...". Un'esperienza a dir poco magica ci viene poi offerta da Circular C, forse la più alta testimonianza della maturità artistica raggiunta da Anderegg e Holtkamp, brano contraddistinto da un ipnotica tessitura di moog, synth, chitarra e pianoforte e dal bordone di violoncello effettato che richiama il timbro di un sitar indiano.

 

L'unica concessione ai canoni della forma canzone viene invece offerta da Tilt, episodio di notevole pregio e di indubbia ispirazione folk. Da sottolineare inoltre la corrosiva coda psichedelica di Liana ed il poetico arpeggio di chitarra con il quale apre la struggente Living Lens, traccia posta in chiusura dell'album. Un'ulteriore fascinazione scaturisce poi dal confronto tra l'immagine di un'ipotetica mappa geografica vecchia ed usurata, riportata in copertina, con la storia del luogo che molto probabilmente ha dato nome all'album, la cosiddetta "cittadina fantasma" di Centralia (Pennsylvania, USA) il cui sottosuolo brucia ininterrottamente da quasi cinquant'anni. Insomma, come avrete capito "Centralia" è uno di quegli album che richiedono la vostra presenza in maniera totale, un po' come del resto accade ogni volta che ci si trovi dinanzi all'inizio di un nuovo viaggio. Non rimane infine che augurarvi un ottimo ascolto.

Voto: 7.5/10
Aldo De Sanctis

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