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14 gennaio 2018 , ,

Primitive Man

CAUSTIC

2017 - Relapse Records
[Uscita: 20/10/2017]

Stati Uniti

 

pmChi si fosse perso l’esordio dei Primitive Man, “Scorn” (2013) avrà la possibilità di ascoltare il trio di Denver (Colorado) in questo secondo lavoro, “Caustic. Il loro suono, è stato detto più volte, potrebbe essere la colonna sonora di una catastrofe nucleare o di uno scenario post-apocalittico in cui ogni segno di civiltà è stato spazzato via. Violenza, energia primitiva, morte, odio, dolore: tematiche ricorrenti nell’immaginario della band, che grazie ad un suono altrettanto violento e oscuro si classifica come una delle più estreme in circolazione, rendendo l’ascolto un’esperienza che dal catartico può inabissarsi nello sgradevole. Caustic non fa prigionieri e l’attacco arriva da ogni fronte: i Primitive Man tentano di forzare in qualsiasi modo le modalità sludge verso una forma estrema, totale di metal ma puntano anche sulla ripetitività e la lunghezza dei pezzi (Disfigured, Inevitable, Absolutes, Commerce) per un totale di 80 minuti in 12 brani.

Il feedback che precede l’inizio di My Will è il fulmine prima della tempesta: riff che squarciano i cieli (Victim, Tepid) e scosse telluriche che fanno tremare la terra (Sterility, Sugar Hole) sono interrotti solo da brevi intermezzi che guardano dentro l’abisso (Caustic, Ash, The Weight), mentre l’ascoltatore si chiede se davvero sia questo il suono di una guerra nucleare.  Il disco è affossato da un minutaggio troppo ingombrante (rispetto la lunghezza contenuta dell’esordio, sotto i 40 minuti) che alla lunga, come già detto, mette seriamente alla prova l’attenzione dell’ascoltatore, relegando in secondo piano una complessità che tenta di integrare elementi noise, black e doom. Lo spingersi della band in territori musicali così pericolosi però è una sfida, una continua ricerca degli angoli più bui e inquietanti dello spettro musicale.

Voto: 6.5/10
Ruben Gavilli

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