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12 giugno 2016 ,

Ben Harper & The Innocent Criminals

CALL IT WHAT IT IS

2016 - Stax Records
[Uscita: 08/04/2016]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni     

 

benharpercall-it-what-it-isA nove anni dallo scioglimento e dopo una serie di collaborazioni, cambio di marcia, sperimentazioni, Ben Harper rimette in piedi la sua vecchia band, The Innocent Criminals. E questa é di per sé una notizia, una buona notizia, aggiungiamo noi. Una notizia alla quale si accompagna la pubblicazione di un album che è molto interessante, vario, pieno di generi che si mescolano, si amalgamano, si rivivificano, fra citazioni e ritorno all’impegno civile. A partire dal brano che è anche il titolo dell’album, Call It What It Is, nel quale, in un impianto di blues classico ci si rifà a fatti di cronaca realmente accaduti, vale a dire alle uccisioni di afroamericani in situazioni (diciamo così) poco trasparenti, con il chiaro e determinato invito a chiamare le cose con la parola giusta, murder, assassinio.

Ben_HarperL’album si apre con When Sex Was Dirty, che gioca su un ritmo ossessivo tutto rollingstonesiano, con il contributo di un campanaccio, una cowbell, a dare carattere al contesto, e si chiude con Goodbye To You, una gradevole ballad cui l’organo Hammond dà un tocco vintage e in qualche modo richiama alla mente i Procol Harum. In mezzo ci sono altri nove brani tutti ben costruiti -escluderemmo, a voler essere pignoli, Pink Balloon, uscito in singolo e di efficace impatto, opportunamente OLYMPUS DIGITAL CAMERAammiccante ma forse condizionato da una certa dose di “già sentito”, e Deeper And Deeper che per il proprio canto risulta un tantino più debole rispetto al resto- con tutta una serie di contaminazioni, con la coesistenza di generi e forme che lo rendono vario e di piacevolissimo ascolto. Meritano ancora di essere segnalati brani come Finding Your Way, puro reggae, Dance Like Fire, ballad bella nella sua estrema semplicità acustica, e Shine, pezzo arioso e solare che “risplende” dei suoi ritmi e, soprattutto, All That Has Grown, nel quale, con la voce del nostro, la sola lap slide guitar marca Weissenborn produce efficaci distorsioni e svisature.

La band con l’ossimoro, vale a dire i Criminali Innocenti che accompagnano il quarantaseienne artista californiano, è quella storica con Jason Yates al piano, Ben-Harper-Innocent-Criminals-Press-CropMichael Ward alla chitarra, con il percussionista Leon Mobley, Juan Nelson al basso e Oliver Charles alla batteria. Il loro ritorno al passato costituisce una sorta di “dove eravamo rimasti?” e ci piace interpretarlo, viste le premesse, come un punto di partenza per nuovi interessanti itinerari musicali. Ben Harper è un artista da cui è legittimo aspettarsi sempre il meglio.

Voto: 7.5/10
Nello Pappalardo

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