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26 giugno 2012 ,

Andromeda Mega Express Orchestra

BUM BUM

2012 - Alien Transistor/Goodfellas
[Uscita: 11/05/2012]

Andromeda Mega Express Orchestra “BUM BUM C'è poco da dire, quando i tedeschi decidono di “farlo strano”, alla faccia delle teste quadre che noi pensiamo abbiano, non si fanno mancare niente. Ricordate le Golf, o le BMW e persino le nobili Porsche anni '70/80, che sfoggiavano noncuranti verdi pisello e rosa infiammazione? Ecco, su quella falsariga, questo qua è un disco veramente strano, a partire dalla copertina digipack multicolore e fumettosa, ma soprattutto nel contenuto. D'altronde c'era da aspettarseloda parte di un'etichetta chiamata Alien Transistor. Bene, intanto inquadriamo la formazione: si tratta di un'orchestra di 18 elementi condotta dal compositore berlinese Daniel Glatzel, con tanto di archi, ottoni, vibrafono e percussioni varie. Nel maggio 2009 ha dato alle stampe il primo album, “Take Off!”, incredibile escursione tra stili musicali che spaziava dal jazz alle colonne sonore fino alla musica contemporanea, acclamato dalla critica specializzata quanto di non facile fruibilità.

 

Eccoli dunque alla seconda prova, che, a differenza della prima, non è registrata in presa diretta, ma è invece un'operazione a base di “taglia e cuci”, tutta effettuata in studio utilizzando le registrazioni dei singoli strumenti poi ricomposte, riarrangiate e filtrate attraverso il computer, al punto che il risultato è quello di un'orchestra smontata e riassemblata, per un esperimento che, come si legge nelle note di copertina, non sarebbe riproducibile dal vivo. Dentro questa specie di minestrone musicale c'è spazio per ogni sonorità immaginabile (e anche per qualcosa che supera l'immaginazione stessa), una specie di viaggio nel tempo casuale, in cui si incrociano jazz orchestrale, swing, musica da camera, avanguardia, disco music, house, jingle radiofonici, addirittura il rumore della tastiera del computer.

 

Anche in questo secondo lavoro la nostra orchestrona non concede nulla al facile ascolto, anzi, ci chiede uno sforzo intellettuale (parola grossa, permettetemela) per andare oltre ogni convenzione alla quale siamo abituati. Però, se quello sforzo lo facciamo, la soddisfazione c'è, e non di piccola entità. Sentitevi, ad esempio, il trip-hop delirante di Saturn Hoola Hoop, oppure Le Prétre Virè, un misto tra una canzone di Charles Trenet, la colonna sonora di un cartoon di Walt Disney e quella di un film di fantascienza anni '60, il tutto rigorosamente strumentale. Oppure, ancora, Rainbow Warrior, “disco music meets Schonberg e chissà cos'altro”, o i 17 minuti di follia finale chiamati Space Purolator. Assolutamente geniale.

Luca Sanna

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