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8 aprile 2014 ,

The Honey Trees

BRIGHT FIRE

2014 - Self Released
[Uscita: 08/04/2014]

the honey treesIl duo californiano The Honey Trees, formato da Becky Filip e Jacob Wick, hanno impiegato ben quattro anni per dare alle stampe questo loro “Bright Fire” che segue l’ep di debutto del 2009 “Wake The Earth”, le registrazioni sono durate un mese in quel di Springfield, Missouri, sotto la vigile produzione di Jeremy Larson (Mutemath, Sleeping At Last, Switchfoot), che come ha dichiarato la band: «ci ha aiutato a trovare l’atmosfera magica, sognante che sempre cerchiamo quando scriviamo musica». Risultato ottenuto innanzitutto attraverso arrangiamenti in cui gli archi hanno un ruolo decisivo nell’accentuare l’alone di romanticismo e di malinconia che è la cifra stilistica del duo. Sin dalla copertina, che ricorda quella dell’antologia “Way To Blue” dedicata a Nick Drake, in cui i due appaiono circondati da alberi d’alto fusto in un atteggiamento di sognante attesa, la strada intrapresa da the Honey Trees appare segnata e noi non possiamo che lasciarci trasportare dolcemente dal dream pop che esce da questi solchi, particolarmente segnati dalla voce cristallina, sognante di Becky Filip che dolcemente  vira la musica verso un mood malinconico, ma fondamentalmente sereno, molto soft.

 

Si respira un’aria molto agreste in queste undici composizioni, i testi del resto fanno spesso riferimento al mondo della natura, ma è soprattutto l’ingenuo senso di innocenza, di fragilità, di incanto che vi si respira a evocare paesaggi bucolici di grande pace e di the honeyintimo raccoglimento Il rischio che il miele dall’albero finisca per impregnare fin troppo la musica c’è, e non sempre questo rischio è evitato, in brani come Golden Crown o The Seaside la vena romantica sembra prendere troppo  la mano ai nostri. Ma “Bright Fire” è un album piacevole, che scalda il cuore, le due voci si integrano perfettamente, le canzoni sono armoniose ed emotivamente coinvolgenti, spira un’aria di sospeso incantesimo che non può non accarezzare il nostro animo irruvidito dalle scorie della vita. Quello che forse manca al duo californiano è quel quid che li renda riconoscibili. E ci faccia venir voglia di riascoltarlo anche a distanza di mesi.

 

Voto: 6.5/10
Ignazio Gulotta

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