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7 febbraio 2014 ,

The Go Find

BRAND NEW LOVE

2014 - Morr Music/Goodfellas
[Uscita: 7/02/2014]

the-go-find-band-new-loveThe Go Find è la creatura del belga Dieter Sermeus giunta al suo decimo anno di vita, e “Brand New Love” è il quarto disco che esce, come i precedenti, per la tedesca Morr Music. Chi conosce la produzione Morr sa cosa può attendersi, infatti il connubio fra elettronica e sonorità indie è il marchio di fabbrica che ormai dal 1999 contraddistingue l’etichetta fondata da Thomas Morr. Non fanno eccezione The Go Find optando però più sul versante di un electropop bagnato dalle lacrime malinconiche e sognanti del dream pop, immerso in sonorità anni ’80. Il titolo dell’album è un esplicito riferimento ad una canzone dei Sebadoh di Lou Barlow contenuta nell’album d’esordio del 1992 “Smash Your Head On The Punk Rock”, una canzone che nei suoi versi gioca ambiguamente fra la speranza di un nuovo amore e la possibilità di perdere quello attuale «anyone could be a brand new love/follow what you feel, you alone decide what's real». Ebbene l’amore nelle sue diverse sfaccettature, fonte di gioia e dolore, di dolcezza e di amarezza, di speranza e malinconia è l’argomento su cui si fondano le le dieci canzoni del disco di Dieter Sermeus, ma la musica è molto diversa dall’indie dei Sebadoh, qui prevalgono suoni morbidi e rilassati, giusto la drum machine per dar ritmo.

 

Le atmosfere che si respirano nell’album sono fondamentalmente quelle del dream pop con prevalenza del romantico e del malinconico, sottolineato dal canto di Dieter Sermeus con il suo tono sognante. L’ultima vocale delle sillabe è spesso prolungata creando un effetto di intimo lirismo accentuato dal synth. Non appare affatto sbagliato accostare “Brand New Love” ai New Romantics e al synthpop inglese anni Ottanta, una canzone come Japan potrebbe essere letta come un esplicito omaggio all’omonima band di David Sylvian, il tutto rivisto e riletto con il suono tipico dell’electropop di casa Morr. Fra le canzoni meritano una citazione l’iniziale Jungle Heart, bel ritmo che sfocia in un divertente finale dance, il racconto intimo e decadente di un’amicizia perduta di Summer Boys, e soprattutto On The Rebound che si avvale della bella, intensa voce di Karolien dei Few Bits, e in cui prevale una vena cantautoriale che ci sarebbe piaciuto fosse stata più seguita. Altri brani, in particolare Lobby che un pizzico di soul non riesce a salvare, eccedono in un romanticismo mieloso che può risultare alla fine fastidioso. Un disco che rischia di apparire fuori tempo massimo, soprattutto per chi, come noi, non si è mai fatto irretire dalle lusinghe romantiche di Visage & company.

Voto: 6/10
Ignazio Gulotta

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