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14 ottobre 2014 , ,

Blues Pills

BLUES PILLS

2014 - Nuclear Blast
[Uscita: 25/07/2014]

USA-Svezia-Francia                                                         # Consigliato da Distorsioni

bluespills1968-69: le sonorità psichedeliche che avevano caratterizzato gli anni precedenti cominciano a diventare più dure. La psichedelia sta per cedere il passo all’hard rock del decennio successivo, spesso mescolato al blues e al soul, e la scena è caratterizzata da quelle band che hanno contribuito a segnare il passaggio da un genere all’altro: Blue Cheer, Cream, Free, Jimi Hendrix Experience, Jeff Beck Group, i primi Led Zeppelin. Se i Blues Pills si fossero formati in quell’epoca sarebbero entrati a far parte di questa allegra combriccola. Sono invece nati ai nostri giorni, per la precisione nel 2011, dall’unione di quattro giovanissimi, appena ventenni (il chitarrista, Dorian Sorriaux, di anni ne aveva addirittura solo 18) e con nazionalità diverse (americana, svedese, francese) ma sono evidentemente in qualche modo figli di quelle sonorità e di quel decennio. Ce lo fanno capire subito presentandosi all’esordio su album, dopo una manciata di singoli precedenti, con questo lavoro omonimo la cui copertina, dallo stile inconfondibile, riproduce un disegno nientemeno che di Marijke Koger-Dunham, membro e fondatrice nei tardi anni ‘60, insieme a Simon (Seemon) Posthuma, del collettivo artistico The Fool, al quale si devono creazioni di moda, grafica di dischi e varie altre attività per molte band di quel periodo.

 

Insomma una firma tra le più rappresentative dei 60’s per questo primo album dei Blues Pills che in questo modo scelgono di comunicare il loro tributo a quella cultura fin dalla parte estetica e immediatamente visibile (e godibile appieno nella versione picture disc). Il contenuto sonoro del disco, prodotto da Don Alsterberg  dei Graveyard,  non è certo meno Bluespills2014bsignificativo e rappresentativo. Il suono che ci trasmettono fin dal primo brano è di una potenza dirompente, tanto più se si tiene conto della giovane età della band. Hard blues psichedelico, grezzo e sporco, sensuale e impetuoso, suonato bene e cantato ancora meglio, che condensa i tratti principali e l’attitudine sonora di quelle band di cui si diceva sopra (Blue Cheer, Hendrix, Cream e così via) ma anche con una chitarra a tratti floydiana alla Gilmour e deviazioni frequenti verso ritmiche funky-soul. Quello che colpisceBluesPills però è soprattutto  la voce blues ruvida e graffiante di Elin Larsson, simile a quella della regina indiscussa del genere, Janis Joplin, splendida nella sua naturale profondità, ben dosata, senza mai sembrare artificiosa. Il risultato è sorprendente e, se amate questo genere di sonorità, dovete assolutamente procurarvi questa uscita dei Blues Pills. Un dettaglio finale, certo meno importante ma pur sempre degno di nota, sul look della band: sembra uscita da una copertina di Rolling Stone del 1969.

Voto: 8.5/10
Rossana Morriello

Blues Pills 

 

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