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25 marzo 2017

The Brothers Nylon

BITCHES COLD BREW

2017 - Resistant Mindz-Willwork4funk
[Uscita: 3/03/2017]

Stati Uniti    #consigliatodadistorsioni

 

C’è voluto un po’, per capire questo disco. Non è esattamente una pietanza facilmente digeribile. Ma, come accade con l’amata bagna cauda (chi scrive è di stanza nel periferico nord-ovest), una volta entrati nel “mood” si contrae un’assuefazione incoercibile, alla faccia delle conseguenze sull’alito e sul tubo digerente. Trattandosi di un disco le conseguenze sono molto meno invasive e si scaricano più che altro sui coinquilini, ma il godimento è altrettanto notevole. Inquadriamo il gruppo: la sezione ritmica è composta dai fratelli Michael e Nick Rufolo, rispettivamente basso e batteria, ma i due si occupano anche del lavoro al mixer (Michael) e di tastiere, archi, percussioni e seconde voci (Nick). I fratellini fanno base a New York, invece il terzo membro del gruppo, Shawn Lee, pur essendo di origini statunitensi, risiede a Londra e in questo disco canta e suona chitarra, tastiere e percussioni.

nylon1L’album è stato registrato sulle due sponde dell’Atlantico, attraverso lo scambio di e-mail tra i membri del gruppo, e inciso con l’ausilio di un vecchio registratore a nastro dai Rufolo. I quali sono musicisti di talento, ma non così conosciuti. Diversamente, Lee è un veterano (classe ‘63) che calca le scene musicali da decenni con vari gruppi e come session man (con gente del calibro di Amy Winehouse, Jeff Buckley e Alicia Keys, tanto per dire…) oltre a comporre colonne sonore per film e serie televisive di successo. Quello che è uscito da questo incontro a distanza è un funk  evoluto, che paga tributi al jazz (il titolo del disco dovrebbe far suonare qualche campanello), alla psichedelia e al vecchio maestro Frank Zappa, con spruzzate di follia balcanica, tempi pluricomposti e pennellate free.

E ritorniamo alla digeribilità della nylonpietanza: non è uno di quei dischi che ti entrano in testa al primo ascolto, è invece uno di quelli che più li ascolti e più ci scopri dentro continue sorprese, e che crescono di continuo fino a conquistarti. Segnaliamo almeno due brani: Coffee Shop, il cui inciso è l’incubo di ogni bassista sano di mente, e Selfie Stick, apoteosi di balkan/funk a prova di sincope (ritmica, ovviamente). Un ascolto consigliatissimo.   

 

Voto: 7,5/10
Luca Sanna

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