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19 gennaio 2017 , ,

Helen Money

BECOME ZERO

16 settembre 2016 - Thrill Jockey
[Uscita: 16/09/2016]

Stati Uniti

 

Risulta molto difficile, nel momento in cui si ascolta un violoncello usato in una dimensione diversa da quella canonica come può essere la classica - nel ruolo “naturale” di strumento ad arco funzionale, determinante, insostituibile nel contesto, per esempio di un ensemble cameristico -, evitare il confronto con l’uso che ne fa Giovanni Sollima. Da quando l’ottimo compositore e violoncellista palermitano si è imposto all’attenzione di pubblico e di critica, che ne apprezza il modo assai moderno e particolare di stringere lo strumento in un abbraccio erotico/artistico di altissima creatività e di ricavarne magnifici risultati nelle produzioni discografiche come nell’intensa attività performativa dal vivo. Vedendolo in azione e ascoltandolo, non si può far a meno di pensare che il mitico Jimi Hendrix, se fosse passato al violoncello, avrebbe suonato così...

 

helen-monHelen Money, al secolo Alison Chesley, cinquantaseienne violoncellista californiana, non ha niente da invidiare dal punto di vista tecnico ed artistico al nostro Sollima. Anche lei ama uscire dai territori tradizionali ed avventurarsi verso nuove sollecitazioni. Nel suo nuovo album, “Become Zero”, si cimenta in otto pezzi tosti, al fianco di una band che la trascina negli ambiti del rock più heavy e dark per sfidarla a far sentire le note del suo delicato strumento in mezzo a suoni elettrici ed elettronici.

 

I risultati sono complessivamente buoni, anche se il connubio risulta talora un po’ stridente, a tratti vengono fuori problemi di convivenza, qualche piccolo litigio da “strana coppia”. Se in brani come Leviathan ,Radiate o come quello che dà il titolo all’album, l’artista si limita a fornire la propria opera strumentale alla creazione di atmosfere gotiche ed infernali di buon effetto, dai toni intensamente drammatici, a volte soppiantata da distorsioni o da campionature vocali, in altri momenti Helen/Alison si erge a protagonista, helenmdimostrando le proprie qualità di musicista di altissima scuola, dialogando, in Blood And Bone, con un pianoforte e rivelando doti virtuosistiche e forza interpretativa, mentre in Vanished Star, guida il resto della band verso territori più classici, prima di giungere, tutti insieme, ad un finale che oseremmo definire “catartico”, con Facing The Sun, dopo tanto buio verso la luce, verso il sole. 

 

Voto: 6,5/10
Nello Pappalardo

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