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3 maggio 2013

Rokia Traoré

BEAUTIFUL AFRICA

2013 - Nonesuch Records / Ponderosa Music & Art
[Uscita: 1/04/2013]

Rokia Traoré BEAUTIFUL  AFRICA 2013 – Nonesuch Records / Ponderosa Music & Art Questo album giunge a distanza di cinque anni dal precedente “Tchamanché”, del resto l’artista maliana non è mai stata molto prolifica, con questo sono cinque gli album prodotti dal suo debutto “Mounessϊa” del 1998, ma fra una produzione e l’altra Rokia Traoré ha sempre svolto un’intensa attività artistica che ultimamente l’ha fra l’altro portata  a collaborare con il teatro londinese Barbiacn per alcuni progetti musicali e con il drammaturgo Peter Sellars e la scrittrice afroamericana e Premio Nobel Toni Morrison per lo spettacolo teatrale “Desdemona”. “Beautiful Africa”, prodotto da John Parish (P.J. Harvey, Eels) esce in un momento particolare della vita del Mali, scosso da una guerra civile e dal pericolo dell’instaurazione di una repubblica islamica che ha fra l’altro vietato come blasfema la musica nelle zone controllate, per questo la Traorè ha dovuto trasferirsi a Parigi. Donna libera, orgogliosa e intraprendente, aperta al mondo, ma anche impegnata nella difesa della cultura della sua terra, caratteristica che la accomuna agli altri grandi artisti suoi compatrioti, la Traorè ci regala un album energico, pulsante, vibrante di emozione e sentimenti forti che si esprimono innanzitutto attraverso il suo canto, che rispetto ad altre interpreti maliane come Oumou Sangarè ha un carattere più intimo, crepuscolare rispecchiando la sua natura cantautorale, è lei che scrive testi e musica, ma non per questo più remissivo o meno battagliero.

 

L’album vive di due anime diverse, che si incontrano meravigliosamente, la grande tradizione maliana e la musica occidentale, convivono così strumenti come lo n’goni, il tradizionale liuto della regione, con il basso e la chitarra elettrica, i tradizionali ritmi afro con la melodia pop, e alla lingua bambara si affiancano francese e inglese, così come i musicisti chiamati a suonare provengono da luoghi ed esperienze diverse: maliani i coristi e Mamah Diabaté allo n’goni, italiano il chitarrista Stefano Pilla dei Massimo Volume, danese Nicolai Munch-Hansen al basso, inglese il batterista Sebastian Rochford dei Polar Bears e John Parish, australiano Jason Singh che si esibisce nello human beatboxer. “Beautiful Africa” è il risultato quindi di due grandi tradizioni e amori, innanzitutto quello per la sua terra e la sua grande tradizione musicale, che fin dal titolo viene orgogliosamente declamato e quello per la musica occidentale, rock ma non solo, jazz, blues, canzone francese coabitano nel suo dna. Rokia, figlia di un diplomatico, ha girato il mondo seguendo la carriera del padre, conoscendo luoghi e musiche diverse, esperienze che si sono arricchite dall’incontro e collaborazione con musicisti quali Kronos Quartet, Paul McCartney, John Paul Jones e Damon Albarn, testimonianza di una continua ricerca da parte dell’artista maliana e dell’alta considerazione che si è ormai guadagnata fra gli artisti.

 

Nove tracce sono contenute nel disco: ha carattere intimo il brano di apertura Lalla, che per atmosfera richiama l’Idioteque dei Radiohead; soffia il blues del deserto nella grintosa Kouma, in Sikey la voce di Rokia vibraRokia Traoré BEAUTIFUL  AFRICA 2013 – Nonesuch Records / Ponderosa Music & Art ( intensamente in un incessante dialogo con il coro, la chitarra e lo n’goni; dopo la dolente Ka Moun Kà, in Melancolie, brano struggente che ti avvolge nelle spire del suo ritmo sincopato e di una melodia suadente, l’intreccio di chitarra e n’goni e il canto in francese creano una canzone bellissima e di forte drammaticità; il brano che dà il titolo all’album è invece costruito su un fiammeggiante ritmo funky, con una parte centrale in cui il canto diventa un furioso spoken word in francese a denunciare la situazione drammatica della regione e si conclude, fra rabbiose chitarre distorte, in un’accorata dichiarazione d’ amore per l’Africa, un amore tormentato, sofferente, ma immenso; il disco si conclude con l’intensa commozione di Sarama, un canto alle meravigliose e coloratissime donne africane, alla loro fierezza e al loro coraggio: «Oh women of Mali / I miss your smile / I want to hear your laughter / I admire the courage you face your destiny with». Mamma Africa ha colpito ancora.

Voto: 8.5/10
Ignazio Gulotta

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