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22 aprile 2013 ,

Lisa Richards

BEATING OF THE SUN

2013 - Expedition Recordings/New Model Label
[Uscita: 22/01/2013]

Lisa Richards BEATING OF THE SUN 2013 Expedition Recordings/New Model LabelLisa Richards viene dall'Australia ed ha vissuto la sua adolescenza in mezzo a spiagge, foreste e splendide cascate d'acqua. Un drammatico incidente in famiglia marca la sua esistenza per sempre e la giovane ragazzina deve crescere in fretta. Verso i 20 anni inizia i suoi studi di vocalist classica poi come in un sogno premonitore decide che è a New York che deve recarsi se vuole dedicare la sua vita alla musica. Lisa ha inciso dal 2002 cinque album a suo nome, "Mad mad love"  (2006) si fa preferire fra tutti, le altre sono sempre opere di livello buono, magari senza grosse vette creative ma oneste. Questo ultimo "Beating of the sun" vede di nuovo la biondissima australiana alle prese con le sue malinconiche canzoni e quella voce tenerissima che intristisce un pò l'animo di chi ascolta. Un disco come sottolinea la Richards che le è costato i fatidici "blood, sweat & tears" (sangue, sudore e lacrime), del resto è uscito dopo ben 4 anni dal precedente album "Undergroundling" (2008).

 

Lisa ha composto le canzoni due anni dopo la scomparsa della madre ed inevitabilmente molte di queste parlano del dolore provocato da una mancanza così grande. E' il caso di Beating of the sun, il pezzo che intitola l'album, dice Lisa "vivere un esperienza così è come camminare con i fantasmi". Ci si può sbizzarrire a piacimento a trovare raffronti di altre voci femminili con quella dell'australiana, quello che si nota è che potrebbe cantare molto bene anche il jazz, chissà se un giorno si avventurerà in quel territorio lì. Tra le songs che più entrano in testa nel disco scelgo le belle melodie di Painful game e What love looks like, tra Carol King e la prima Joni Mitchell, tanto per rendere l'idea di cosa stiamo parlando. Il vero limite del disco è che le canzoni finiscono per assomigliarsi un pochino visto anche il timbro vocale di Lisa che alla lunga può anche stancare ed apparire leggermente mieloso. Un po' come i dischi di Suzanne Vega parlando di interpreti più recenti e che la Richards ricorda abbastanza, vocalmente parlando. Bello l'artwork primaverile del disco e delicati gli arrangiamenti che rendono molto ombroso ed intimista l'intero disco pervaso da un non troppo velato e cupo pessimismo oltre che tristezza di fondo. 

Voto: 6.5/10
Ricardo Martillos

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