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20 aprile 2018

Seun Kuti & Egypt 80

BACK TIMES

2018 - Strut Records
[Uscita: 2/03/2018]

Nigeria       #consigliatodadistorsioni

 

Uscito a pochi giorni di distanza dall'ultimo disco del fratellastro Femi, vede la luce il quarto lavoro di Seun Kuti, figlio del grande Fela Kuti, che alla sua morte nel 1997 ha sostituito a soli 14 anni il padre come cantante della band. Quel che i due hanno ereditato dall'illustre genitore è il mettere insieme creatività musicale, energia fisica e ballabilità frenetica con testi fortemente impegnati politicamente, attività che, ricordiamolo, costò a Fela e ai suoi una lunga e violenta persecuzione da parte del regime nigeriano. Anche “Back Times” contiene forti accuse alla corruzione, allo sfruttamento delle risorse africane, alle ingiustizie, al colonialismo, nei testi sono più volte citati grandi leader rivoluzionari come Nkruma, Lumumba, Sankara, Nasser e il suo stesso gentore, ma fa sua anche l'orgogliosa affermazione dell'identità africana e della sua voglia di riscatto. «È un album per chiunque creda nel cambiamento e il dovere che abbiamo di sollevarci e unirci. Le élites cercano sempre di dividere i lavoratori e i poveri del mondo. La stessa oppressione è sofferta dai lavoratori di Flint, Michigan e da quelli di Lagos o Johannesburg.» Come si vede un radicalismo molto vicino a quello del padre, con in più una lucida coscienza internazionalista.

 

Musicalmente il disco ci presenta uno Sean Kuti in forma smagliante e ancora una volta insieme ai fantastici Egypt 80, in una formazione quasi invariata rispetto a quando accompagnava il padre. Pur muovendosi nell'ambito dell'afrobeat, Seun ne dà una sua personale interpretazione che si apre alla contemporaneità e a influenze del jazz contemporaneo, la produzione è stata affidata al pianista jazz americano Robert Glasper, e rock, partecipa nella title track, in un esaltante duetto con il chitarrista Oluwagbemiga Alade, un Carlos Santana in stato di grazia come da tempo non ascoltavamo, e non mancano spruzzate di hip hop, per esempio nel canto ritmato di Last Revolutionary (qui è ospite Yasiim Bey, alias Mos Def) o Corporate Public Control Dpt. Ma sono tutti gli otto brani di “Back Times”, lunghi tutti fra i sei e i dieci minuti, a costituire un eccellente esempio di moderno afrobeat, si va dai ritmi selvaggiamente funky nell'irresistibile Kuku Kee Me infarcita di soul, a quelli più dilatati e dub di Bad Man Lighter che perora la causa dell'erba libera. Si chiude con la magnifica African Dreams con il sax di Kuti che improvvisa su ritmi afrobeat e un testo feroce contro lo sfruttamento commerciale del Continente, con la frenetica Struggle Sounds che pompa funk alla James Brown , e con l'ultimo brano, Theory of Goat and Yan, che ci travolge in un rutilante funky che conferma l'eccellente valore della band. Un gran disco di grande musica africana, degnissimo di porsi sulla scia dei migliori lavori del padre, e che pone Seun Kuti fra le voci più forti e potenti della musica e della cultura africana.

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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