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12 novembre 2017 , , ,

Zara McFarlane

ARISE

2017 - Brownswood Recordings
[Uscita: 29/09/2017]

Inghilterra   #consigliatodadistorsioni     

 

ariseQuando si ha a che fare con un’artista del rango della brillante vocalist Zara McFarlane, è pressoché impossibile parlare di un album brutto o di cattiva qualità. La sua voce calda e avvolgente e la straordinaria tecnica con cui l’artista inglese impone il controllo totale sul suo strumento hanno consacrato la McFarlane come una delle più luminescenti star del jazz contemporaneo. La sfida che un’interprete del genere deve costantemente affrontare quando incide un nuovo lavoro è, dunque, rendere il prodotto non solo magistralmente eseguito, ma anche originale. Il risultato è stato pienamente raggiunto con il nuovo lavoro in studio “Arise”, terza pietra miliare nella discografia della cantante londinese. Se nei precedenti lavori Zara McFarlane era andata alla ricerca di fascinosi elementi della musica giamaicana da reinterpretare, stavolta si tuffa nell’altrettanto vasto e profondo mare della tradizione musicale afro-caraibica, alla riscoperta di armonie soul a cui dare nuova forma, tra jazz, calypso, reggae e spiritual. Accompagnata dal batterista (e produttore) Moses Boyd, Binker Golding (al sax) e Peter Edwards al piano, la musicista mette in mostra la sua versatilità artistica e, al contempo, la sua ampissima cultura musicale.

 

Senza mai essere enciclopedico o didascalico Arise offre spunti di rara bellezza come l’affascinante versione di Fisherman dei Congos, in cui la voce dell’artista si erge maestosa sopra un tappeto di piano e archi, o Silhouette, brano contraddistinto dal lunghissimo solo del clarinetto di Shabaka Hutchings alla fine del quale la sua vocalità s’incastra come un sigillo soul. Altrettanto paradigmatiche suonano la ballata zara mc falranefolk/doo-wop Allies or Enemies, la soul/rock song Stoke the Fire e i ritmi afro-jazz di In Between Worlds, in cui la voce della McFarlane s’incunea in un’enormità di pieghe, offrendo all’ascoltatore uno spettro vocale e interpretativo di straordinaria varietà.

Resta, comunque, forte, il richiamo del reggae, ben presente anche in vari episodi di questo disco, a cominciare dalla brillante reinterpretazione afro-jazz del brano reggae Peace Begins Within di Nora Dean, passando per il super dub di Fussin’ and Fightin’ (originariamente marcato da due autorità giamaicane come Bob Marley e Lee “Scratch” Perry), fino all’esplosione di Freedom Chain, inno alla perseveranza caricato di zara mcfarlaneancor maggiore potenza evocativa dal raffinato uso che la McFarlane fa del registro medio-alto (caratteristica che ritroviamo anche in Pride). Arise dunque conferma come la cantante londinese sia una delle pochissime interpreti in grado di dare al jazz nuova vita, ripulendo con gusto e intelligenza la patina elitaria ed esclusiva che il genere porta fatalmente con sé. 

 

Voto: 8/10
Riccardo Resta

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