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31 Luglio 2015 , , ,

Trementina ALMOST REACH THE SUN

2015 - Blow Your Mind Records
[Uscita: 05/07/2015]

Cile  

 

almostreachthesunL’amore per certe sonorità indie dei primi ’90 che in Europa e nel Nord America va e viene ad ondate, è invece forte in questi ragazzi di Valdivia, Cile. Trementina infatti fanno riferimento ad una scena psichedelico/alternativa molto viva in tutto lo stato e specialmente a Santiago, la capitale. Non a caso escono per la Blow Your Mind Records, casa discografica gestita dai più noti Föllakzoid. A differenza dei connazionali più conosciuti all’estero (non solo Föllakzoid ma anche Holydrug Couple, La Hell Gang e tutta la scena cilena che sostanzialmente guarda alla musica psichedelica degli anni ’70, alla kosmische musik, al blues distorto dei primi hard-rocker) i Trementina espongono un suono più crudo e abrasivo che richiama esplicitamente il noise-pop  di certa Inghilterra che scoprì un nuovo sentimento malinconico psichedelico, la rilettura del pop alimentata da feedback fuzz e riverberi spaziali. Con all’attivo solo un precedente EP, “Brilliant Noise” del 2012, la band torna ora con “Almost Reach The Sun”, un piccolo album capace in appena 8 canzoni di colpire per il raffinato gusto della melodia che si abbina ad una sezione ritmica poderosa e scalciante e una chitarra che sa dosare le proprie incursioni (di volta in volta psichedeliche, delicate, rumorose, o molto rumorose). È la cantante Vanessa Cea che trascina nell’odissea shoegaze il gruppo, ne decide le coordinate, lo fa sprofondare negli abissi di rumore e lo fa fluttuare nell’etere psichedelico.

 

trementinCerto è che i Trementina hanno le idee chiare e l’immaginario a cui  fanno riferimento è seguito a tratti in maniera troppo calligrafica (la copertina richiama pericolosamente qualsiasi copertina dei My Bloody Valentine) e i titoli stessi giocano con tematiche precise (l’adolescenza, l’amore, la sfuocatezza dei ricordi). L’iniziale Kisses In Your Eyes (come Feed Me With Your Kiss dei MBV) incede minacciosa con riff e feedback finché la voce della Cea non esplode  in una melodia solare e sembra davvero di rivivere il 1988 di “Isn’t Anything”. Le chitarre si attanagliano sui droni e la melodia scivola in Beside, di chiara estrazione americana, dalle parti di Dinosaur Jr e Sonic Youth. Ritmo invece quasi country in Brilliant Noise e sembra di sentire i primi Yo La Tengo immersi nell’acido, e tutto rallenta in Hazy Youth, ma solo per un momento, giusto per riprendere fiato e dirigersi a rotta di collo verso un post-punk tellurico, scosso da fuzz e feedback impenetrabili.

 

Ancora in Makes Me Think (la traccia che più richiama le trame gotiche di certa wave italiana come Be Forest, Soviet Soviet e Brothers In Law) risalta il contrasto tra la voce limpida di Vanessa e la valanga di distorsioni (nei bassi, nelle chitarre): l’effetto ipnotico dei riff e delle melodie semplici ma interminabili si accentua nella ballata noise pop Lazy Lovers. In questi ultimi  episodi è il sentimento malinconico ad impadronirsi dei giochi melodici. Grounded è un (ancora più) lento giro narcotico, perfetto tributo alla intaccabile tristezza dei Jesus & Mary trementChain di “Psychocandy” e la conclusiva I Know You Well alterna ripartenze e battute d’arresto nel segno delle onnipresenti chitarre (compare anche un bellissimo wah impazzito) e della voce femminile che leva un canto sciamanico per anime perdute nei labirinti di suono dei Trementina. Un percorso sonoro semplice e non impegnativo, solare e ingenuo a tratti ma anche introspettivo e duro al punto giusto. Fossero esistiti 30 anni fa, per i Trementina si sarebbe gridato al miracolo ma dato che siamo nel 2015 e ne è passato di shoegaze sotto i ponti, è il classico caso di chi non inventa nulla ma recupera con personalità e intelligenza senza cascare in sterile citazionismo. 

Voto: 7/10
Ruben Gavilli

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