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31 dicembre 2012 ,

Godspeed You! Black Emperor

ALLELUJAH! DON’T BEND! ASCEND!

2012 - Constellation
[Uscita: 15/10/2012]

godspeed# Consigliato da DISTORSIONI

 

Sono passati oramai due anni da quell’evento straordinario che è stato l’ATP Festival di Minehead,che nel 2010 riportò i Godspeed You! Black Emperor su un palco dopo una assenza durata quasi otto anni. Su quell’esperienza e sul tour che ne seguì nel 2011 si basa buona parte di “Allelujah! Don't Bend! Ascend!", quarto album in studio del collettivo canadese. L’album organizza in un tutt’uno organico materiale che non era mai stato pubblicato in precedenza, sebbene Albanian e Gamelan rinominate rispettivamente Mladic e We Drift Like Worried Fire fossero già state eseguite dal vivo nel lontano 2003. Il nuovo “Allelujah! Don't Bend! Ascend!” si compone di quattro tracce: Mladic è caratterizzata da lunghissime e ruvide progressioni chitarristiche mentre Their Helicopters' Sing si distingue per le atmosfere debolmente dissonanti.

 

Le bellissime e stridenti narrazioni di We Drift Like Worried Fire confermano la grandiosa capacità della band canadese di tessere imponenti composizioni orchestrali, mentre Strung Like Lights At Thee Printemps Erable chiude l’album con paesaggi sonori più astratti e dronici. Anche questo “Allelujah! Don't Bend! Ascend!” conferma la forte vocazione politica della band canadese. L’immagine di copertina evoca un’immagine di guerra, di quelle guerre trasformate in eventi mediatici in bassa definizione, con l’obiettivo di occultarne i drammi dei popoli che le subiscono. I Godspeed hanno sempre esplicitamente denunciato le atrocità delle guerre alimentate dal profitto, causate anche daGYBE quella decadenza morale che è uno dei motivi per i quali si sacrifica la dignità e l’umanità di interi popoli per il loro asservimento alla macchina del capitalismo.

 

“Allelujah! Don't Bend! Ascend!” è anche un album dall’enorme potenza estetica, in cui la visionarietà della band (per molti versi profetica) si traduce in strutture emotivamente pregnanti, capaci di dare senso ad una esistenza che oscilla tra la decadenza etica e la speranza di un riscatto. Una estetica barocca fatta di una moltitudini di linguaggi spesso ignoti, di successioni di momenti più o meno nitidi, di non-luoghi, di flussi persistenti e di vaghe immagini. E’ la metafora della nostra esistenza che ci scorre davanti e che ci sfugge inesorabilmente. A distanza di dodici anni da quel capolavoro assoluto che è stato "Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven" e dopo dieci anni di assenza, i Godspeed you! Black Emperor ci restituiscono un nuovo album dalla forza e dall’intensità davvero straordinaria.

 

 

Felice Marotta

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