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6 giugno 2017 ,

Diamanda Galás

ALL THE WAY – AT SAINT THOMAS THE APOSTLE HARLEM (LIVE)

2017 - Intravenal Sound Operations
[Uscita: 24/03/2017]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni     

 

galaswaya1471802279_16All The Way

 

Dieci anni fa Diamanda Galás annunciò il suo temporaneo ritiro dalle scene per dedicare tutto il suo tempo alle attività di cura di suoi più cari affetti. Per il suo riaffacciarsi nello spazio di apparizione pubblico sceglie di sfidare le leggi della logica aristotelica pubblicando due album. La doppia uscita contemporanea consiste in una raccolta di classici jazz/blues dal titolo sibillinamente sinatriano “All The Way” e nella registrazione di un concerto per voce e pianoforte tenuto nella nota chiesa di Saint Thomas Apostle di Harlem a New York nel maggio del 2016. Entrambi gli album sembrano voler recuperare il dialogo ininterrotto con la forma compositiva che ha innervato tutta la carriera di Galàs prestando a questa riflessione quella speciale curvatura verso il frammento sonoro caratteristico dell’ultima fase della sua produzione in studio che trova in “Guilty, Guilty, Guilty” il punto di caduta. 

galas unnamedA partire da questa posizione quasi-esistenziale, la Galás in “All The Way” sciorina la sua leggendaria classe tra un Chet Baker evidentemente adorato nella interpretazione appassionata di The Thrill is Gone (già comparsa in una versione ghermita dalla grazia nel live “Malediction & Prayer”), la Nina Simone di You don't know what love is e la tradizione rimescolata di O death. Efficace l’irriverente omaggio goth al Thelonious Monk di Round Midnight che nelle grinfie della Galás diviene una particolare specie di sacrificio melodico. Qui esattamente come nel caso dell’ultimo brano, Pardon Me I’ve Got Someone to Kill,  la rilettura dissacrante della artista appartiene a ragione alla più grande teoria contemporanea della traduzione e poco importa che qui sia in ballo il country/blues e non una lingua naturale. Ciò che la materia grezza scolpita in All The Way ci restituisce è infatti l’intraducibile stesso presente in ogni opera d’arte, suo puro esserci significante. 

 

 

At Saint Thomas Apostle Miracle (Live)

 

galasharlemliveMeno originale è invece l’approdo espressionista al quale giunge la registrazione “At Saint Thomas Apostle Miracle”, se non altro perché si inserisce nel grande flusso di coscienza live che da “Plague Mass” arriva a “La Serpenta Canta”. Anche in questa nuova registrazione la musica vive nel gioco di specchi con la letteratura che si fa musicale almeno quanto la musica si fa scrittura, vale a dire diviene supporto materiale per una lingua disincarnata. Il percorso è fin troppo scoperto nella scelta degli autori, dal tedesco Ferdinand Freiligrath al francese Gérard de Nerval, passando per un altro grande interprete della prossimità che si fa limite, vale a dire il Cesare Pavese di Verrà la Morte e Avrà i Tuoi Occhi sulla quale Diamanda Galás esercita le proprie abilità di indagatrice dell’oscurità, o, per non galasallontanarci troppo dalla materia, del gorgo. Tuttavia l’autoptismo personale della soprano americana, almeno in questo caso, come già nel precedente Pasolini di Supplica a Mia Madre, strapazzato violentemente nel già citato  album Malediction & Prayer, non giunge a riscrivere ciò che era stato scritto altrove. E questo per le stesse ragioni di logica della traduzione che avevamo lodato altrove, non è sufficiente cioè estrarre il senso di un’opera d’arte per afferrarlo, tradurre non è trasporre, ma al contrario produrre quell’accordo dissonante che l’originale crea con la materia di cui è fatto o con il codice al quale appartiene.

08DIAMANDA2-facebookJumboPoco male perché la Galás non si lascia corrompere neanche dai suoi vizi e le versioni di Fernand e Amsterdam - classiconi del migliore Jacques Brel - sono da incorniciare per la sottigliezza interpretativa e la corrosività dell’arrangiamento. A rendere i due dischi quel paradosso di cui si diceva in apertura vi è poi la rivisitazione live di quella stessa O Death presente anche in All The Way, punto di contatto e distanza tra i due lavori e le due versioni della stessa Diamanda. 

 

Voto: 7/10
Luca Gori

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