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11 dicembre 2014 ,

Balduin

ALL IN A DREAM

2014 - Sunstone Records
[Uscita: 10/10/2014]

Svizzera                                                                   # Consigliato da Distorsioni 

_All in a dream_Il ritorno alle sonorità psichedeliche che resero indimenticabile la stagione sixties inglese sono ormai un dato di fatto incontestabile. Non staremo qui a rifarvi l'elenco della spesa ed a parlare di tutti quegli artisti che negli ultimi anni ci hanno deliziato con i loro lavori conditi a dovere con spezie acide. Lo svizzero Balduin, di Berna, è soltanto l'ultimo della serie, per lui un lungo apprendistato dal 2001, cinque dischi adulti che nessuno ha ascoltato per approdare poi a questo meraviglioso "All in a dream", stampato dalla Sunstone in vinile multicolorato, detto anche coloured splattered vinyl. Un artista che viaggia nella stessa direzione di due mirabili artigiani sonori come l'olandese Jacco Gardner ed il nostro magnifico Trip Hill. Come quest'ultimo ha la stessa strabiliante capacità di suonare una quantità di strumenti impressionante. Qui dentro lo possiamo trovare alle prese con chitarra, basso, mellotron, harpsichord, vibrafono, sitar, tambura, percussioni e tablas. 

 

Tutto l'occorrente necessario per il perfetto disco psichedelico. Se a tutto questo aggiungiamo una voce presa in prestito direttamente da qualche cantore d'Albione dell'epoca floreale/Swinging London il gioco è fatto. Ed è un gioco che riesce molto bene. Sono in totale 16 brevi pezzi, otto per lato, completamente imbevuti di sonoritàBalduin Beatles/Floyd 67 ed in generale di tutti quei gruppi delle Rubble Collection e simili artefatti sonori. Non ci sono particolari differenze fra le due facciate del vinile, Balduin ci regala ben 15 canzoni scritte di proprio pugno ed una sola cover, Which is dreamed, dei misteriosi Boeing Duveen & The Beautiful Soup. Si rimane colpiti dalla cura per ogni particolare, ogni frammento sonoro è al suo posto, la voce è sempre calibrata perfettamente. Una precisione, appunto, svizzera. Di gioiellini  ne troverete a bizzeffe fra questi solchi. Parliamo di Mirror mirar, singolo perfetto, il clavicembalo che colora The music, il sitar beatlesiano di You can never pipe my fancy from my dear, la breve e dolcissima Autumn. 

 

Ma pure Change eLabyrinth hanno i profumi giusti, duro lasciarle fuori dalla descrizione. Ci sono tracce che battono territori acid folk, come Waves, stars & moog, c'è Glamour forest che poteva andare benissimo per il soundtrack floydiano di "More". Altrove invece si balduin-bannermaterializza il fantasma di John Lennon come in Father, quasi a fare da contraltare alla Mother del compianto Beatle. Ed a proposito di genitoribalduin_allinadream_back_orange-440 Balduin sottolinea che "questo disco è dedicato a mio padre". Chissà, forse proprio l'educazione musicale paterna è servita al ragazzo per trovare ispirazione e realizzare un lavoro come questo.  Difficile credere che "All in a dream" sia targato 2014: i più, ingannati anche dalla bella copertina con quel logo colorato d'arancione lo scambieranno per una ristampa di qualche gemma della British Psych. Facile sbagliarsi, basta mettere il vinile multicolorato sul piatto per rimanere abbagliati a livello visivo e sonoro e lasciarsi avvolgere dalle spire acide del prode alchimista sonoro di nome Balduin. 

Voto: 8.5/10
Ricardo Martillos

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