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2 luglio 2017 ,

Oiseaux-Tempête

AL-’AN! الآن

2017 - Sub Rosa
[Uscita: 14/04/2017]

Francia     #consigliatodadistorsioni

 

AL-'AN! الآن (AND YOUR NIGHT IS YOUR SHADOW - A FAIRY-TALE PIECE OF LAND TO MAKE OUR DREAMS)

 

Oiseaux-Tempête non smettono mai di stupirci. Il primo album (“Oiseaux-Tempête”, 2013) era una sorta di un diario di viaggio nella Grecia scossa dalle contestazioni popolari contro l’austerity. Il secondo splendido lavoro (“ÜTOPIYA?”, 2015) si incentrava sul Mediterraneo e su quell’incrocio di popoli e culture, tenuti insieme dal mare. Dopo Atene, Istanbul e la Sicilia, è la volta di Beirut, città cosmopolita, porto fenicio sul Mediterraneo, che dopo le distruzioni legate alla guerra civile (1975-1990), è lentamente ritornata ad essere un punto di riferimento per il Medioriente. Non è chiaro se l’Ütopiya possa riferirsi a quel miracolo di culture ed esperienze, ma sicuramente non è un caso se la band parigina ha voluto completare la trilogia del Mediterraneo proprio in quella città, coinvolgendo nel progetto molti musicisti libanesi in una testimonianza di apertura, dialogo e speranza. "Al-'An! الآن" che in arabo significa “Adesso!” è certamente un album politico. Il sottotitolo riprende una frase del poeta e attivista politico palestinese Mahmoud Darwich, che trascorse buona parte della vita nelle maggiori capitali del mondo arabo, lontano da quella terra in cui desiderava ritornare. Al-'An! è un manifesto che mescola insieme l’immagine poetica, l’idea della catastrofe, il desiderio di ribellione e di speranza. Ma è anche un album caratterizzato da una grande forza visionaria, nel quale Frédéric D. Oberland e Stéphane Pigneul fanno costante riferimento al mare e alle peregrinazioni, alle differenze di lingua e di cultura, che il mare è in grado di unire in un legame più forte di quanto si creda.

 

L’album prende avvio con la lunga intro strumentale Notes From The Mediterranean Sea, che insieme alla successiva Bab Sharqi si sviluppa su canoni godspeediani. Bab Sharqi è una delle sette antiche porte della città di Damasco, l’unica romana ancora in piedi. L’ingresso attraverso quella porta non è il compimento di un viaggio, ma l’inizio di uno nuovo. I rumori caotici della città introducono alle sonorità esotiche di Feu Aux Frontières mentre la splendida Baalshamin mescola i ritmi di un krautrock ruvido con gli echi di melodie mediorientali, vicine per certi versi alle suggestioni mediterranee dei Savage Republic. Momenti di sperimentalismo acustico del chitarrista libanese Charbel Haber sono presenti in Our Mind Is A Sponge; Our Heart Is A Stream, che fa da introduzione al brano I Don't Know, What Or Why caratterizzato dalla vocalità appassionata di Tamer Abu Ghazaleh. Electrique Résistance è il manifesto politico dell’album, nel quale l’incalzare delle percussioni di Sharif Sehnaoui diventa metafora di una resistenza attiva incondizionata. I quattro minuti di Ya Layl, Ya 3aynaki  descrivono un paesaggio notturno particolarmente suggestivo, mentre l’inno sacro maronita Wa Habibi cantato da Fairouz in Carnaval viene progressivamente avvolto dai ritmi ipnotici dei sintetizzatori di Mondkopf.  La narrazione nella voce di G.W.Sok s’intreccia nell’improvvisazione psichedelica nella splendida Through The Speech Of Stars, che chiude l’album con sonorità più inquiete. "Al-'An!" degli Oiseaux-Tempête completa una trilogia sul Mediterraneo davvero straordinaria. Uno dei migliori album di questo 2017. 

 

Voto: 8/10
Felice Marotta

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