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25 dicembre 2015 , ,

Lycia

A LINE THAT CONNECTS

2015 - Handmade Birds
[Uscita: 21/08/2015]

Stati Uniti  #consigliatodadistorsioni     

 

Lycia alinethatconnetsLa musica di Lycia è sempre stata caratterizzata da una potenza estetica fuori dal comune. Esiste un mondo di fuori caratterizzato dal vuoto e dall’oscurità che preme sull’inconscio e a cui sembra che solo la natura possa opporsi con la sua luminosità. E’ questa la zona di confine assediata dal nichilismo e dal senso della morte che Mike Van Portfleet ha esplorato costantemente.

Lo ha fatto negli anni ’90 con alcuni degli album darkwave più belli di sempre, che richiamavano l’oscurità della mitologia greca (“Ionia”, 1991), le zone di confine tra l’inconscio e una natura immensa e solitaria (A Day In The Stark Corner,1993), i territori sconfinati e desolati della propria interiorità (Cold, 1996). La quiete raggiunta non è altro che un momento in cui l’oscurità appare distante e invisibile, come ben rappresentato da Mike Van Portfleet in Quiet Moments, splendido lavoro realizzato nel 2013, che ha riempito dieci anni di inattività della band. Rispetto a Quiet Moments”, quest’ultimo “A line that connects” appare decisamente più denso e cupo, per effetto da un lato del recupero di alcuni brani scritti a metà degli anni ’80 ed ispirati al post punk dark dei Bauhaus e Joy Division e della presenza, dall’altro, delle trame chitarristiche di David Galas. 

 

A line that connects è quel filo leggero che lega lo spazio interiore ai territori dell’oscurità e al mondo naturale, quel confine costantemente attraversato in una direzione e nell’altra, che consente in parte di illuminare i luoghi dell’inquietudine. L’avvio dell’album è folgorante con la suggestiva The Fall Back che evoca malinconie eteree seguita dalla splendidalycia Monday Is Here, nella quale tristezza ed emozione risultano separate da un confine particolarmente labile.

Notevoli i richiami al post punk più cupo di A Ghost Ascends e The Light Room mentre A Trade Out emerge per le atmosfere nebulose e crepuscolari. La splendida voce di Tara Vanflower impreziosisce An Awakening e spiega come i Lycia siano in grado di costruire spazi di percezione particolarmente suggestivi. Le folate di luce sono sempre più violente come nella splendida Bright Like Stars, mentre la conclusiva The Only Way Through Is Out conferma l’attuale predisposizione di Mike Van Portfleet nel voler illuminare spazi che un tempo sarebbero rimasti completamente immersi nel buio. Dopo Quiet Moments ancora uno splendido album per Lycia.

 

Voto: 7.5/10
Felice Marotta

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