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2 febbraio 2012 ,

Sick Tamburo

A.I.U.T.O.

2011 - La Tempesta Dischi
[Uscita: 4/11/2011]

C'erano una volta i Prozac+ gruppo di Pordenone, città nota in ambito indie per la fondamentale compilation "The Great Complotto" (1980), nella quale figuravano alcuni degli artisti più creativi della scena locale. I Prozac+ nati nel 1995, si presentavano in studio come power trio, con Gian Maria Accusani, Elisabetta Imelio e Eva Poles, ed ebbero un discreto successo presso il pubblico dei teenager grazie soprattutto al singolo tormentone Acida (1998) una carina e innocente pop song ben suonata e cantata ma nulla più, oltre a cinque album non trascendentali. Piuttosto fastidioso a mio parere che la band venisse incanalata nel filone punk, visto che con questo non aveva praticamente nulla a che spartire, nè la musica, nè l'attitudine generale, tipica invece di gloriose realtà nostrane quali I refuse It!, Cheetah Chrome Motherfuckers per non parlare poi dei favolosi Kina. Dal nucleo portante del gruppo sono nati questi Sick Tamburo, nome di una bruttezza unica, che hanno perso per strada Eva Poles, l'elemento più personale dei tre, non fosse altro per la sua voce e una notevole presenza scenica, che si è imbarcata nell'avventura dei Rezophonics di Marco Riso, due album all'attivo per loro, ma quel che più conta è il fatto che il tutto viene fatto a scopo umanitario. Il gruppo usa dei buffi nickname, quali Boom Girl (il tuono/Elisabetta Imelio), Mr Man (la mente/Gian Maria Accusani) oltre a Doctor Eye (l'occhio) e String Face (la corda). Questo "A.I.U.T.O." segue di due anni il precedente omonimo "SickTamburo" (2009) esordio poco personale in virtù anche di uno stile vocale e strumentale pedissequamente ispirato, per non dire di peggio, dai CCCP/CSI di Zamboni e Ferretti.

 

Questo nuovo lavoro ricade negli errori del precedente, e in almeno cinque canzoni, Finchè tu sei qua, Si muore di Aids nel 2023, Magra, Televisione pericolosa e La danza, quest'ultima al limite del plagio (Celluloide da "Ko de mondo" ndr.), sembra di ascoltare delle fotocopie sbiadite delle gloriosa band tosco-emiliana; curioso che proprio nell'aiuto stampa viene sottolineato che i Sick Tamburo sono "una delle band più originali dell'underground italiano"(!). Le cose migliori abitano altrove, nella coppia iniziale In fondo al mare e La mia stanza, per esempio, con Elisabetta davvero convincente al canto e che non fa rimpiangere la Eva Poles migliore. Molto bella la ballata Con le tue mani sporche, a mio avviso la vetta creativa del disco, mentre i pezzi cantati da Gian Maria, non a caso tenuto in disparte in questo compito nel disco precedente, sono decisamente i più deboli della raccolta: forse i Sick Tamburo hanno pensato che alternando le voci maschile e femminile l'equilibrio ne avrebbe guadagnato, ma la qualità lascia piuttosto a desiderare. Dispiace che La Tempesta Dischi, di cui ho tessuto gli elogi in più di un'occasione, si perda in produzioni simili, la speranza è che non diventi un'abitudine per accrescere il numero di ascoltatori, visto che il resto delle sue proposte musicali sono, a livello italiano, le più interessanti da diversi anni a questa parte.

Ricardo Martillos
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