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23 gennaio 2019

Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità

Julian Schnabel

2018 - Stati Uniti

Cast: Willem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner - Titolo originaleAt Eternity's Gate - Genere: Biografico, Drammatico - Durata: 110 minuti - Uscita cinema italiani: 3 gennaio 2019 - Distribuzione: Lucky Red 

 

 

locandinaIl pittore-cineasta statunitense Julian Schnabel, dopo l’ottimo “Basquiat” (1996), film sul pittore-graffitista statunitense Jean-Michel Basquiat, ci riprova con un film biografico su un pittore ancora più importante, Vincent Van Gogh, alzando l'asticella della qualità della regia, della fotografia, del cast, delle prove attoriali e tanto altro ancora. "Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità, un film di soli 110 minuti che sembrano eterni, grazie a lunghi piani sequenza, pochi dialoghi, silenzi, brevi narrazioni senza immagini, poche musiche create con solo piano e violino dall’ottima Tatiana Lisovkaia e lunghe scene dove sono i suoni naturali a far da padrone, senza che musiche eccessivamente invadenti possano in qualche modo disturbare il pathos creato dalle immagini e dalla (poca) narrativa del film.

 

Il regista fa grande uso della “camera a mano”, che cerca di riprendere cose e persone viste dall'occhio del pittore (la scena del ritratto delle sue scarpe o della ragazza incontrata in campagna sono due esempi di questo stile di ripresa), riuscendo così a ottenere una van-gogh-sulla-soglia-dell-eternita-dafoe-willem-at-eternity-s-gatesorta di “effetto vertigine” che ci trasmette il senso di stanchezza/confusione/straniamento dell’artista durante il suo peregrinare verso il sud della Francia. Niente effetti speciali, giusto una sfocatura continua nella parte bassa dello schermo nella parte finale del film, che vuole forse significare un problema alla vista del pittore ormai malato e provato da una vita che non dava spazio né a sè, né alla sua arte/visione del mondo, e nessun sound design eccessivo (solo riprese di suoni ambientali e naturali, lasciate così come sono) caratterizzano l’opera di Schnabel

 

Nella bellezza del colore e coverlg_homedella fotografia viene narrata la genesi di molti dei capolavori di Van Gogh, tralasciando la classica narrativa biografica di molti "filmetti" usciti al cinema o in TV sulle vite degli artisti. Gli accadimenti biografici sono distillati nei 110 minuti di pellicola, mentre sono le estasi raggiunte dell'incompreso artista ad essere finemente e attentamente descritte in questo film non per tutti. Un recupero di un cinema d'annata, quasi documentaristico, dove non c'è spazio per l'effetto scenico o sonoro, ma dove la bellezza della natura, dei suoi colori, l'estasi mistica dell'artista e le nervose pennellate che generano le sue opere d'arte sono i dettagli più importanti da immortalare nella pellicola. 

 

Un film americano così poco americano da Van-Gogh-320x220sembrare europeo: solo un regista che è anche un pittore poteva realizzare un film dello spessore e della profondità di “Van Gogh – At Eternity’s Gate”. Un cast eccezionale con un Willem Dafoe che riesce persino a superare la sua prova attoriale in “Pasolini” (Abel Ferrara, 2014). Una fotografia curatissima e luminosa che rende giustizia alle opere di Van Gogh, musiche delicate e al contempo struggenti, una regia personale, i pochi ma più che significativi dialoghi e tanto altro ancora, rendono questa pellicola "fondamentale" per chi, anche se per solo un paio d'ore scarse, vuole riflettere sull'esistenza umana su questa terra.

 

Diego Loporcaro

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