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4 gennaio 2016

Torneranno i prati

Ermanno Olmi

2014 - Italia

Uscita nelle sale: 6 Novembre 2014 - 01 Distribuzione - Durata: 80 minuti.

Genere: drammatico - Cast: Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti, Francesco Formichetti, Andrea Di Maria

 

50676Le occasioni per parlare ancora di “Torneranno i prati”, l’ultimo film del 2014 del maestro Ermanno Olmi sono essenzialmente due: la prima è che nello scorcio finale del 2015 siamo stati comunque ancora nella fase di ricorrenza del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, l’altra è che la piattaforma televisiva Sky ha messo in onda sempre di recente, in prima tv e in rotazione su diversi canali l’ultima fatica del regista lombardo. E fatica lo è stata davvero; la salute già cagionevole dell’ottantaquattrenne cineasta è stata messa a dura prova, anche se brillantemente superata, durante le riprese del film realmente e magistralmente girato tra le nevi e il freddo invernale dei luoghi in cui accaddero i fatti narrati nella pellicola. 

E se il film nei contenuti poco aggiunge al messaggio pacifista ed evangelico del “non uccidere” che conosciamo profondamente attraverso centinaia di opere di narrativa, di poesia, di canzoni e dello stesso cinema, è il modo estetico in cui Olmi affronta l’argomento “no alla guerra” che affascina e incanta. Il film, che dura poco più di un’ora, è girato in un bianco e nero sfumato che a tratti si colora tenuamente di grigioverde (militare) e di pochi altri colori sfuggenti che contrastano con il bianco accecante della neve in cui è situato l’avamposto italiano, a poche centinaia di metri dalle linee austriache (che sembra persino di sentirli respirare) sull’altopiano veneto.

 

37705_pplMa la poetica del Maestro non si ferma qui: pur nella brevità della pellicola le scene memorabili si susseguono incessanti: dall’iniziale spalatura della neve dei militari davanti all’avamposto che assume un aspetto coreografico à la Kurosawa con i gesti ritmati delle ombre scure e mantellate risaltanti sulla neve, al rogo dorato dello splendido larice di fronte alle trincee colpito da una bomba nemica, dalla presenza simbolica della volpe che si aggira notturna e affamata intorno al piccolo presidio, alle fiamme tremolanti delle candele all’interno dell’improvvisata Torneranno-i-prati-3roccaforte dove pochi soldati esprimono la paura e la disperazione con piccoli gesti e poche parole di immenso significato. 

Viene in mente “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati in questa angosciante attesa, non tanto del nemico che si trova a pochi metri di distanza, ma della morte, che da un momento all’altro può giungere a spezzare la vita come accade al soldato napoletano, colpito in un bombardamento, che dopo aver cantato una struggente Tu ca nun’ chiagne si chiedeva e chiedeva “Che ci facciamo qua? Dovremmo essere altrove a vivere!”. Tra i dati tecnici un gruppo di attori poco conosciuti ma dalle ermanno-olmibellissime facce intense ed espressive, comandati, è il caso di dirlo, dal più noto Claudio Santamaria (il Maggiore), e la musica (poca in verità) di Paolo Fresu. Un’altra piccola grande prova di Ermanno Olmi (foto a destra) che ancora una volta esprime il suo pensiero di regista attento ai valori della vita, che se nell’assunto non va oltre un’epigrammicità Ungarettiana (Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie) nel contesto cinematografico propone una visione poetica e allo stesso tempo disincantata che colpisce e invita alla visione, anche ripetuta, di quest’opera di altissimo livello morale e artistico.  

 

Paolo Fresu live agli Univision Days: Colonna sonora di 'Torneranno i prati' di Ermanno Olmi

 

Maurizio Pupi Bracali

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