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9 ottobre 2014

Le Sette Vite di Solomon Phillips

Stefano Poletti

Uscita: 4 Ottobre 2014 - E-Grapes Promotion - Durata: 38 min. - Cast: Lods, Silvia Coppola, Missi Cavelli, Andrea G. Pinketts, Pino Scotto - - Italia

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La presentazione

Il 4 ottobre si è tenuta a Milano presso il Teatro San Fedele, la presentazione del mediometraggio “Le Sette Vite di Solomon Phillips”, alla cui conferenza stampa ha partecipato, insieme all’ideatore del progetto ed attore principale Lods ed al regista Stefano Poletti, lo scrittore noir Andrea G. Pinketts, qui in veste di interprete di una pellicola che a detta sua riflette molto la sua personalità ed il suo stile. Si tratta, infatti, di un esperimento particolare (supportato dalla E-Grapes Promotion) che mischia generi e contaminazioni, ma che sintetizzando si può considerare un musical a sfondo horror romantico-sentimentale.

 

La trama

La trama ci consente di seguire l’ultima fase della vita multisecolare di Solomon Phillips, un vampiro musicista, il cui compito è di comporre, accompagnato da una orchestra di fantasmi, la melodia eterna, e questo ci porta in una dimensione “diversa” nel modo di raccontare i vampiri, soggetto tanto di moda quanto abusato negli ultimi anni. La sua ricerca dura per “sette vite” (mostrateci lungo un arco temporale di circa settant’anni), durante le quali rivive alcuni momenti salienti del Novecento, dai primi anni del secolo, al nazismo, al secondo dopoguerra fino alla rivoluzione culturale degli anni ‘70. Nella sua solomonprima vita Solomon si innamora di Tulipania, che però muore; nelle vite successive la diva del cinema muto Cabiria assassinata dal marito e resuscitata da Solomon, entra nella sua vita e resta con lui sino alla sua morte (è lei a narrarci gli eventi a cui assistiamo nel film) e qui si comprende che la ricerca di Solomon è anche quella del vero amore.

 

Tra musical, horror e videoclip

Il film è diretto da Stefano Poletti, attivo nell’ambito dei videoclip musicali, e questo si vede sia nel montaggio sia nella tecnica di ripresa, entrambi serratissimi e nell’utilizzo di colori spesso saturi ed iper realistici. L’anima del videoclip emerge ancor di più grazie alla presenza delle canzoni, colonna sonora costante, che accompagnano la storia tanto da renderlo più un musical che un vero film horror. La soundtrack, suddivisa in sette brani ad accompagnare ciascun capitolo, è un mix tra psych, folk e cabaret e ben si sposa allo stile filmico ricco di contaminazioni a cavallo tra film muto, horror-fantastico, comico, romantico e musicale, utilizzo del bianco e nero e di colori vivacissimi. E’ un film spiazzante, che suscita curiosità così come curiose sono anche le partecipazioni di Pinketts (nel ruolo di un possibile produttore del film) con una benda sull’occhio omaggio a John Ford e di un Pino Scotto (un poco credibile sommo evocatore di chi dovrebbe aiutare Solomon a raggiungere Tulipania nell’aldilà) completamente a suo agio in un personaggio tanto essenziale quanto stralunato. 

 

solomonDa notare come tutti gli interpreti principali siano praticamente degli esordienti davanti alla macchina da presa. Durante la successiva conferenza stampa Pinketts ha affermato che questo film ha molteplici chiavi di lettura e che il mix di generi riflette molto anche il suo modo di scrivere. Quello che emerge maggiormente, ad uno spettatore che poco conosce le opere dello scrittore milanese, è il concetto di vero amore, confermato dal protagonista e autore Lods, che quì viene costruito per essere raccontato in maniera originale.Un modo inedito di raccontare la vita di un vampiro, rendendolo il pretesto per giocare in un laboratorio di idee e dare vita ad un esperimento crossover in tutti i sensi. La breve durata, poco meno di quaranta minuti, non rendono il film molto fruibile nelle sale (troppo lungo per un corto da proiettarsi prima di un film principale ma dal minutaggio insufficiente per essere considerato un vero e proprio lungometraggio), se non in contesti di Festival o eventi legati al cinema d’essai.

Ubaldo Tarantino
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