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4 febbraio 2012

London Blues, Stop 1

Arlington Road & Gallon Drunk

2012

Camden Town ha due facce, due realtà, è camminata e vissuta da due popoli diversi. Il popolo che ci abita e lavora, che la vive, che la beve, che di notte piscia nel Regent's Canal e che nel weekend deve accogliere, corteggiare e sopportare l'altra realtà: quella dei visitatori in gita che entrano ed escono dal mercato di Camden Lock, spalmandosi su tutta Camden High Street a spendere in bizzarrie e cialtronaggini.  Ecco, parallela alla strada principale di Camden, la High Street appunto, ce n'è una più silenziosa e sguarnita di addobbi. Si chiama Arlington Road ed è intitolata a Henry Bennett Duca di Arlington e protetto di Carlo II. Ospita fra le sue case vittoriane l'Arlington House, un'edificio per senzatetto citato dai Madness in One Better Day e riparo, tra gli altri, di George Orwell. La via è anonima allo sguardo ma protagonista di una delle più belle canzoni dei Gallon Drunk, strepitoso gruppo che attorno alla suddetta strada è nato e ha imbastito un suono tra i più personali degli anni '90. Cocktail altamente alcolico di blues urbano e del Delta, di jazz schizzato, di rock'n'roll impantanato. 

 

James Johnston è il leader della band che infuoca i palchi di Londra, un cantante salmodiante e rugginoso come il miglior Nick Cave, e nei Bad Seeds del Re Inkiostro ci suonerà dal 2003 al 2008.  Ma non solo Cave - e Birthday Party - nella musica dei Gallon Drunk: reminiscenze dei primi, paludosi  Gun Club, dei Creedence ma costretti a suonare punk a una festa di Halloween finita in tragedia, con fiati allucinati che spruzzano di swing un sordido blues di Howlin' Wolf. Si rischia la cacofonia, ci si inonda di lirismo. I Gallon Drunk feriscono gli strumenti, li maltrattano, spargono sale nelle ferite delle anime lercie narrate nei testi di Johnston, tutti potenziali avventori del Good Mixer Pub lì all'angolo, teatro di bevute, risse e altri cocci di vita gettata che Londra sembra suggerire a profusione. 'Drank his love in a dirty bed, feeling alone, less alive than dead / And wasted away'  intona Johnston in Arlington Road ed in questi racconti del colore della pece Camden Town è spesso attrice protagonista o convitato di pietra. L'atmosfera noir dei nostri incontra nel 1994 il talento nero e letterario di Derek Raymond, penna sanguinante di omicidi efferati e umanità sbagliata, per musicarne il magnifico I was Dora Suarez. Ma questa è un'altra storia, un altro pezzo di Londra.


Pietro Ferrazzi

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