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9 settembre 2012

Chuck D dei Public Enemy sulle nuove generazioni di rappers


public enemyNon le manda certo a dire Carlton Douglas Ridenhour, classe 1960, a tutti noto come Chuck D, ovvero il frontman dei Public Enemy. Dall'alto della sua carriera, lui che si può dire che l'hip hop ha contribuito a farlo nascere, lancia un monito ai giovani rappers «dire qualcosa».
Fare l'MC non è solo un mestiere, ma è un vero e proprio servizio pubblico. Chi sceglie questa strada ha il dovere, continua Chuck D, di rendere i testi significativi. Chuck D che tempo fa ha definito il rap "The Black CNN", lamenta che ciò che sente nei testi dei nuovi performers è caos spesso reso con linguaggio da "spazzini", non arte.
Per D è sopratutto il lato economico a impedire che gli MCs si concentrino su questioni serie. I PE nel 1998 abbandonarono quella che era la loro etichetta, Def Jam, rinunciando a milioni di dollari per restare indipendenti. La sfida ora è vedere quanti giovani rappers raccoglieranno il testimone.


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