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18 gennaio 2012

Su la testa! Indie Festival

Su la testa! Indie Festival 1-2-3 dicembre 2011, Albenga (SV)


“Su la testa!”  è il nome di un festival dedicato alla musica indipendente che si tiene ogni anno ad Albenga (SV) ad inizio dicembre. La manifestazione, giunta alla sesta edizione, riesce a mantenere, malgrado un budget non elevatissimo, un livello qualitativo sempre buono, coinvolgendo negli anni sia artisti di livello nazionale come Gian Maria Testa, Paola Turci o Vittorio De Scalzi come talenti underground, vedi Nonvogliocheclara, Le Voci Atroci, Lomè.

 

1 dicembre 2011
Anche quest'anno le esibizioni sono state valide. Primi ad esibirsi sono stati gli Gnu Quartet - Francesca Rapetti (flauto), Raffaele Rebaudengo (viola), Roberto Izzo (violino) e Stefano Cabrera (violoncello) - formazione genovese di estrazione classica, molto noti come accompagnatori di importanti artisti (Gino Paoli, Vittorio De Scalzi, Baustelle), che eseguono rielaborazioni di brani di Muse, De Andrè, Battisti. I musicisti usano gli strumenti in maniera non convenzionale, gli archi sono percossi, sfregati, pizzicati e tutti gli strumenti sono usati in chiave ritmica, vedi l'ostinato del flauto in Una giornata uggiosa. Nelle mani dello Gnu Quartet i Muse si colorano di dissonanze alla Piazzolla e crescendo alla Nyman, Megu megun diventa un nuovo esempio di progressive rock. Il violino elettrificato e distorto improvvisa. Buona anche la presenza scenica del gruppo. Quindi tocca al vincitore del “Su la testa Contest”, rassegna di musicisti auto prodotti. Vincitore è Sergio Pennavaria, vittoria che non mi ha colto di sorpresa perché avevo già visto alcune sue esibizioni e ne avevo apprezzato la buona maturità artistica. Accompagnato da una band tecnicamente molto valida (Alessandro Graziano chitarra e violino, Boris Vitrano chitarra, Federico Fugassa contrabbasso, Loris Lombardo batteria) Pennavaria scrive canzoni ritmate e intrise di umori mediterranei e zigani. Poiché "Su la Testa" porta fortuna, vedi i successi di Zibba, Raphael Gualazzi e Chiara Ragnini dopo la partecipazione al festival, Sergio sarà il prossimo a conquistare le platee. Nella seconda parte abbiamo Dellera, ovvero una costola degli Afterhours, il bassista Roberto Dell'Era, qui chitarrista e cantante e il violinista Rodrigo D'Erasmo, che presentano il loro primo disco “Colonna sonora originale”. Canzoni lente e ipnotiche, che si accendono di sprazzi psichedelici e rumoristi. Molto suggestivi i brani di chiusura. Un rock d'autore che le riviste inglesi farebbero precedere da prefissi come ‘post’ o ‘avant’, che Dellera interpreta con la sensibilità melodica di un autore italiano. Chiudono i Selton, band dalla storia davvero particolare. Brasiliani, si conoscono a Barcellona,  si trasferiscono a Liverpool dove apprendono la lezione dei Beatles, quindi a Milano dove si innamorano di Jannacci e Cochi e Renato. Ascoltare la Canzone intelligente o Ho visto un re nella lingua di Bahia è qualcosa di davvero straniante, ma liquidare i Selton, che si alternano alla voce solista e a tutti gli strumenti, come band demenziale sarebbe sbagliato: sono musicisti ottimi, il chitarrista solista ricorda nello stile Dave Gregory degli XTC, uno dei chitarristi più originali della storia e il batterista del look bizzarro è una macchina ritmica straordinaria. Buoni anche i brani originali, che fondono la melodia dei Beatles con ritmi alla Talking Heads. Una serata molto varia nelle proposte, come deve essere un festival e il pubblico, che ha riempito la sala, si è senz'altro divertito, anche per la simpatia che hanno mostrato tutte e quattro le band.

 

2 dicembre
Ad aprire la seconda serata di "Su la Testa!" è un'emozionata Chiara Ragnini, fresca vincitrice del premio dedicato al paroliere Donida per la sua canzone Gli scoiattoli nel bosco. La cantante genovese di nascita e imperiese di adozione canta con bella voce cristallina le canzoni del suo primo album “Il giardino delle rose”. Ad accompagnarla due ottimi solisti, Max Matis al basso e Claudio Cinquegrana alla chitarra in un set tutto acustico. Un'altra giovane cantautrice, Chiara Canzian, è la seconda proposta della serata. Benché sia molto giovane ha già due album alle spalle. La sua voce è più profonda di quella di Chiara Ragnini e il set più elettrico, benché lei sia accompagnata solo da un bassista e i testi siano molto intimisti. La Canzian si cimenta anche in una cover di Jeff Buckley, Mojo Pin. Il pubblico, anche ieri sera molto caloroso, gratifica le due ragazze con molti applausi. Due artiste ancora acerbe, tra le due pensiamo che la Ragnini abbia più frecce al suo arco. La seconda parte si apre con una premiazione: Adriano Sforzi, regista di Albenga, vincitore del David di Donatello per il suo cortometraggio Jody delle giostre, riceve una targa. La terza presenza femminile della serata è Tori Sparks, cantautrice proveniente da Nashville, la capitale del country, la cui musica è però più orientata al rock blues. Gran voce e molta grinta, canta canzoni proprie e il classicissimo Qui sas, forse però un band di accompagnamento avrebbe giovato. Ospite a sorpresa ma nemmeno troppo dato che ormai è ingauna di adozione Ginger Leigh, cantante rock di Austin, leader di una ricca scena locale, che canta una canzone senza accompagnamento e senza microfono dando una grande prova di virtuosismo vocale. Chiude Mauro Ermanno Giovanardi, il personaggio più atteso, che oggi è giunto al successo con la partecipazione a Sanremo, ma che ha alle spalle una lunga carriera con due tra le più importanti band del rock colto italiano, i Carnival of fools ed in seguito i La Crus. La sua band, sei musicisti tra cui spiccano il trombettista Paolo Milanesi, storico collaboratore di Giovanardi e il batterista Leziero Rescigno degli Amor Fou, introduce con uno strumentale stile anni '60, poi arriva Mauro che apre con Se perdo anche te, versione italiana di Solitary man di Neil Diamond, per poi eseguire l'intero nuovo album, il suo secondo da solista. Dal repertorio dei La Crus sono ripescate Come ogni volta, una più belle canzoni italiane degli ultimi anni e Ricordare, brano di Ennio Morricone dalla colonna sonora di “Una pura formalità”. Giovanardi ha una voce straordinaria e le movenze di uno chansonnier consumato, la  band è affiatata e potente, il concerto fila perfettamente. Per la cover di Bang Bang di Sonny and Cher c'è una sorpresa: arriva sul palco Violante Placido, che provoca alcuni svenimenti tra i maschietti presenti. Oltre che una brava attrice e una ragazza splendidamente bella Violante Placido è anche cantautrice e ha inciso il disco “Don't be shy” a nome Viola. Un gran concerto, che si chiude con la cover di Se perdo te e il finale strumentale ancora dedicato a Morricone. Immancabili bis, Giovanardi richiama Viola sul palco per l'immortale Femme Fatale dei Velvet Underground. Una bella serata grazie ai musicisti ma anche grazie al pubblico che li ha accolti con entusiasmo.

 

3 dicembre

Sabato "Su la Testa!" si è concluso con una serata pirotecnica. Il gruppo di apertura è Les Sans Papiers (Andrè voce e chitarra, Eloise voce e flauto, King David voce e sax, Munky Funky basso, Mr. Henry batteria) band che è impossibile incasellare in un genere poiché grazie alla notevole perizia dei musicisti riesce a fonderne parecchi in una miscela gustosa. Belli gli impasti dei fiati, spesso in unisoni funky, e la ritmica swinga che è un piacere. I testi affrontano temi sociali. Un gruppo dall'impatto notevole che ha appena pubblicato il primo CD. Seconda artista Amelie, cantante e autrice anche lei al primo disco. La sua musica è troppo mainstream per i miei gusti, ma lei ha una gran voce e i pezzi sono ben scritti, poiché "Su la Testa!" porta fortuna, potrà fare strada in contesti più rivolti verso la musica melodica. Nella seconda parte a sorpresa Leo Pari, cantautore di scuola romana nonché membro dei San La Muerte, esegue due brani dal nuovo album “Resina”, quindi salgono sul palco Pier Cortese e Roberto Angelini Discoverland. L'idea dei musicisti, Cortese voce chitarra ed elettronica, Angelini voce chitarra acustica e slide, è interpretare brani di musicisti uniti in matrimoni a sorpresa. Per cui Get Up Stand Up di Bob Marley, mixata coi Depeche Mode diventa un blues urbano, Via con me una ballata psichedelica, Yoga di Bjork una ballata nello stile dei Kings of Convenience. Tra parentesi pensavo che per un uomo cantare Bjork fosse impossibile, invece Cortese si mostra assolutamente all'altezza. Angelini è un chitarrista di talento e i due musicisti si rivelano anche bravi intrattenitori. Si chiude con Banda Elastica Pellizza. Tecnicamente molto bravi, eseguono canzoni dai testi ironico demenziali. I giochi di parole sono molto divertenti, vedi Gerani sui Balcani: i musicisti eseguono gag sul palco e un brano come Il chakra della lumassa è davvero strepitoso e scatena applausi a scena aperta, anche grazie all'incredibile show del batterista che imita Demetrio Stratos e Al Bano. Un vero spettacolo non solo per la musica che è in ogni caso valida. Una rassegna nel complesso riuscita, il pubblico ogni sera è uscito soddisfatto dell'affollatissimo Teatro Ambra.

 

Nelle fotografie, dall'alto in basso: Chiara Ragnini, Selton, Chiara Canzian, Mauro Ermanno Giovanardi, Violante Placido (Viola)

 

Fotografie di Fabrizio Pinna

Alfredo Sgarlato

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