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22 luglio 2012 ,

THE CULT

15-07-2012, Carroponte – Sesto San Giovanni


The Cult Ci sono volte in cui le aspettative per il concerto di un gruppo che tu ritieni un must da vedere almeno una volta vanno inesorabilmente deluse e questo, devo ammetterlo a malincuore, è stato il caso del live dei Cult di qualche sera fa. La serata al Carroponte inizia con un gruppo di supporto totalmente invisibile, nel senso che non veniva presentato da nessuna parte, e visto che quando arrivo ha già iniziato a suonare, mi perdo chi siano e francamente non  è una gran perdita visto che trattasi di un rock leggero di livello davvero basso. Finiscono intorno alle 21.30 e mentre le zanzare impazzano inizio ad avvicinarmi al palco. L’attesa di tutti i presenti che nel frattempo sono giunti in buon numero, dura oltre il limite fino alle 22.30 quando, senza troppi fronzoli introduttivi, la band di Ian Astbury e Billy Duffy fa il suo ingresso sul palco. Si inizia subito con Lil’  Devil dall’album “Electric” per poi proseguire con Honey From a Knife dal nuovo “Choice of weapon” nono album della band che è evidentemente in giro per promuoverlo e da cui estrarranno diversi pezzi nel corso della serata. Il terzo brano in scaletta però già riscalda gli animi dei presenti visto che si tratta di una bella versione di Rain. Il concerto prosegue, Astbury ci saluta, dice qualcosa in Italiano, cita Berlusconi e il Bunga Bunga (insomma ci prende un po’ per i fondelli) e arriviamo a d una versione abbastanza anonima di Fire woman.

 

I nostri si dimostrano dei gran musicisti e Billy Duffy un chitarrista davvero di livello superiore, anche Chris Wyse al basso è di ottimo livello mentre la voce di Astbury si dimostra ancora all’altezza delle evoluzioni vocali degli esordi. I brani si susseguono: The Wolf, Wild Flower, Rise, The Phoenix, il primo singolo dall’album “For the Animals” fino ad arrivare alla famosissima She Sells Sanctuary. Siamo ad un’ora scarsa di concerto è IanThe Cult ci saluta augurandoci la buona notte … davvero poco direi. Ecco che però, dopo qualche minuto, ritornano sul palco e ci propongono una tripletta con Life Is Greater Than Death, la bellissima Spiritwalker che me li fece conoscere ed apprezzare ad inizio anni ‘80 per concludere con Love Removal Machine. Ian prima di salutarci definitivamente ci presenta tutti i membri della band accolti con ovazioni prima dell’uscita di scena. Sono le 23.45 e mi accingo a tornare a casa dopo poco più di un’ora e un quarto di concerto che non sono sicuramente valse il prezzo del biglietto e mi spiace dirlo!

 

Quello che si vede dei Cult di oggi è certamente una gran professionalità, ma manca un’anima a questa band che sembra giusto salire sul palco, eseguire i suoi brani all’insegna del “Rock’n’Roll baby” ma senza mettere vera passione in quello che fa o almeno, se passione c’è, onestamente fatica a trasparire. Il fatto poi di limitare lo spettacolo ad una durata così breve per un gruppo che ha all’attivo un discreto numero di lavori non depone a loro favore, visto che si sarebbe potuto iniziare tranquillamente prima e terminare alla stessa ora, ma regalandoci così almeno una mezz’ora in più di spettacolo che i molti fans accorsi non avrebbero certo disdegnato. Insomma ok, andavano visti, perché quando probabilmente parli di certi gruppi con gli amici e non puoi dire di non averli mai visti, ma certamente il mio personale giudizio sarà di delusione per una band da cuiThe Cult live penso sia lecito aspettarsi molto di più che il puro compitino svolto con diligenza.

 

 

The Cult Setlist:

 

        Lil' Devil

        Honey From a Knife

        Rain

        Lucifer

        Nirvana

        Embers

        Fire Woman

        The Wolf

        Wild FlowerThe Cult

        Rise

        The Phoenix

        For the Animals

        She Sells Sanctuary

        Encore:

        Life Is Greater Than Death

        Spiritwalker

        Love Removal Machine

Ubaldo Tarantino

Foto di Ubaldo Tarantino


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